Entella-Salernitana, Superbi: “Porte chiuse svantaggio per i club seguiti”

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Matteo Superbi oggi è il DS della bella realtà della Virtus Entella, nel piccolo comune di Chiavari, ma con un pezzetto granata nel cuore. Nel lontano 2002, infatti, fece parte della sfortunata annata che vide la Salernitana classificarsi all’ultimo posto, pur salvando la categoria con il “caso Catania”.

Matteo Superbi prima di Entella-Salernitana

Venerdì sera, al Comunale di Chiavari, si giocherà la partita tra Virtus Entella e Salernitana, valida per la 30esima giornata di campionato della Serie BKT. In occasione della sfida, abbiamo deciso di intervistare il direttore sportivo della Virtus Entella, Matteo Superbi. Il DS, inoltre, nella sua carriera da calciatore ha avuto una piccola parentesi a Salerno nel 2002, sotto la gestione Zeman. Abbiamo intervistato il DS in occasione della settimana che ci porterà a parlare, ancora una volta, di Virtus Entella-Salernitana. Tema principale della chiacchierata è stato il prosieguo del campionato a porte chiuse ed in un lasso di tempo molto ristretto; spazio anche agli obiettivi della Virtus ed una riflessione sulle squadre candidate alla promozione in Serie A.

Dopo oltre 3 mesi di pausa è ripartito il campionato. A causa della pandemia le gare verranno giocate ogni 3-4 giorni e saranno tutte a porte chiuse; i giocatori accuseranno più la stanchezza o la mancanza di tifo?

«Dopo quello che il nostro Paese ha passato, l’importante è debellare al 100% questo dannato virus. L’atmosfera delle porte chiuse farà leva sulle risorse psicologiche dei giocatori e le squadre abituate ad avere un grande seguito di tifosi, potranno essere danneggiate dalla mancanza di questi ultimi. Le gare ravvicinate anche daranno fastidio, ma con un buon organico e con una panchina lunga non si avranno molti problemi».

Da ex giocatore della Salernitana, come si immagina un Arechi deserto fino alla fine del campionato?

«La Salernitana sarà tra le squadre che, psicologicamente, potrebbe accusare il colpo. Il pubblico dell’Arechi, ma di Salerno in genere, è molto caloroso e la squadra, negli anni, ha sempre fatto delle mura amiche un punto di forza. I giocatori dovranno essere bravi a sopperire alla mancanza di tifo».

Parlando, invece, della Virtus Entella. Il ritorno in campo ha visto la squadra perdere 2-1 in casa del Cosenza, la classifica, però, vi vede equidistanti sia dai play-off che dai play-out. Obiettivi per questo finale di stagione?

«Il nostro obiettivo resta sempre quello di salvarci ed in maniera tranquilla. Nel corso della stagione abbiamo anche più volte accarezzato la zona play-off, ma ciò che ci interessa maggiormente è la salvezza … che poi arrivi con 4 o 5 giornate d’anticipo, tanto meglio».

In una sua precedente intervista ha elogiato il lavoro del presidente Gozzi, complimenti giunti anche di recente da un doppio ex della sfida, Matteo Guazzo. È sicuro che a lungo andare la Serie B non possa andare un filino stretta?

«Assolutamente, la società sta facendo grandi cose ma non dimentichiamoci che noi rappresentiamo un comune di appena 27mila abitanti; la Serie B è già un motivo di vanto ed il nostro primo obiettivo è quello di mantenere la categoria. Anno dopo anno ci sono state tante sorprese, sia nel bene che nel male, non possiamo porci obiettivi diversi dalla salvezza ma qualora ci trovassimo nelle zone nobili, cercheremo di dare il massimo».

Per quanto riguarda la Serie A, invece, Benevento a parte la lotta per la promozione è molto serrata. Chi vede messo meglio in chiave promozione?

«Escluso il Benevento che ha fatto un campionato a parte, credo che possa avere la meglio la squadra dall’organico più ampio. Vedo bene Crotone e Frosinone, da sempre intorno il secondo posto, ma non sottovaluterei Spezia e Cittadella, potrebbero stupirci».

SalernoSport24

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