[VIDEO] – ESCLUSIVA. Franco Colomba:”Salernitana potenzialmente da trentamila spettatori. Merita la A”

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Carpi-Salernitana è appena finita, neanche passate 24 ore dal match Cabassi, per i granata di Bollini ed è già tempo di rimettersi a lavoro poiché il prossimo avversario si chiama Pescara. Noi di SalernoSport24 abbiamo pensato bene di intervistare uno che di calciatori se ne intende in vista proprio della partita con gli abruzzesi: Franco Colomba.

Buongiorno mister. Le prime tre giornate del campionato cadetto hanno regalato un grande spettacolo agli appassionati, molti gol e risultati tutt’altro che scontati. Si aspettava una partenza del genere poiché gli anni precedenti erano stati più tosto avari da questo punto di vista? 

Il campionato di serie B si sta assestando su un ritmo costante, in positivo. Ogni anno ci sono sorprese e outsider che riescono ad imporsi, come Frosinone, SPAL e Benevento negli ultimi anni. Si segna di più, questo probabilmente perché si è  protesi maggiormente verso la vittoria anziché l’accontentarsi del pareggio. Ne gode lo spettacolo per i tifosi”. 

Davvero difficile trovare quest’anno una squadra indicata per la retrocessione, anche quelle che sono in questo momento in fondo alla classifica hanno espresso un buon gioco.

“Stanno esprimendo un buon gioco, sicuramente i risultati arriveranno anche per queste squadre. Alla Pro Vercelli c’è Gianluca Grassadonia, un ragazzo bravo ed intelligente che ha fatto bene fino ad ora. Quando arrivai a Salerno, dopo Delio Rossi, lui e Iuliano erano la coppia di centrali titolare dopo che era andato via Salvatore Fresi. Fece un’annata eccezionale”. 

Tra queste c’è la Salernitana: due punti in tre partite. Che ne pensa? 

“Tre partite sono troppo poche per giudicare. La squadra ha alle spalle una società seria e solida. Con una buona programmazione si può arrivare lì dove una piazza come Salerno, potenzialmente da trentamila tifosi a partita, merita”. 

Sulla strada dei granata quest’anno c’è anche il Novara, sua ex squadra più di vent’anni fa. Dove colloca i piemontesi in questo campionato? 

“Guidai il Novara dopo un paio di anni nei settori giovanili e un anno a Olbia. Mi ritrovai fuori ai playoff dopo due pareggi, l’anno dopo andai a Salerno. Sono passati tanti anni e il Novara ha vissuto campionati diversi e con grandi soddisfazioni, logicamente il progetto non può che essere quello di tornare in serie A. Non sarà facile, ci sono squadre che sono accreditate sulla carta come Empoli e Palermo, e anche il Perugia mi sta piacendo”. 

Il calcio italiano negli ultimi anni si impoverito di talenti, la débâcle della nazionale italiana con la Spagna e ne è lo specchio. Di cosa ha bisogno il sistema nazionale per tornare ad alti livelli poiché soldi non ce ne sono? 

“Per un calciatore che smette col calcio e allena direttamente in A, può essere pericoloso, come è accaduto ad Inzaghi ad esempio che ha dovuto ripartire da Venezia in Lega Pro. Io stesso ci misi otto anni prima di arrivare in serie A. Le qualità alla lunga escono fuori, il corso di Coverciano ad esempio dà molto e si aggiunge alle caratteristiche che può già avere un aspirante allenatore. Bisogna che ci siano buoni calciatori quanto è necessario che ci siano ottimi allenatori”. 

Grazie mister, ci lasci con un bel saluto!

SalernoSport24

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