Quanti Flop nella Salernitana nel match di Chiavari, e pochi Top. La speciale rubrica di SalernoSport24

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Torna la rubrica più trasversale di SalernoSport24, Top e Flop analizza il migliore e il peggiore nella Salernitana dell’ultimo match disputato. Oggi analizziamo l’operato della squadra di Ventura nella gara di Chiavari.

Top e Flop, la Salernitana è un pianto desolato

“Sceglier non saprei” recitava un vecchio adagio. Sintesi perfetta del naufragio, sportivo, dei granata di Ventura a Chiavari. Mai davvero in partita contro un avversario in fin dei conti modesto sulla carta rispetto alla Salernitana, ma ben messo da Boscaglia.

Un momento del campionato nel quale le forze dovrebbero equipararsi, fa emergere, invece, la forza di volontà dei liguri, con più fame rispetto all’Ippocampo. E la dice lunga se il migliore in campo è Vannucchi. Senza il portiere toscano, alla sua seconda presenza consecutiva in maglia granata, la partita sarebbe finita prima. Oltre i suoi guantoni, anche si è distinto. Come Flop scegliamo lei, tutta la Salernitana.

Il migliore e il peggiore tra i granata

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Paweł Jaroszyński – Mai così presente come era ad inizio del campionato. Spesso è stato decisivo ieri sera allo stadio “Comunale”; anche in passato (ma con qualche défaillance), ma nella gara con i diavoli neri non ha commesso sbavature. Anzi, la sua presenza è valsa per due, e qualche volta ha sostituito tutto il pacchetto difensivo. Peccato non abbia compagni di reparto all’altezza della sua incisività, almeno per quanto visto ieri sera. Questi sono i giocatori sui quali la Salernitana potrebbe investire per la squadra di domani. Beh, invece, tornerà a Genoa.

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Difende per due, stasera addirittura per tre. L’unica certezza del reparto difensivo, purtroppo non dotato del dono dell’ubiquità – 6,5.

salernitana-pisa-maglia-macte-animoSalernitana – Si vince e si perde insieme. Mai frase così fu così azzeccata in ambito sportivo, e sui granata è come mai dipinta sulle magliette. Macte Animo appare come non mai un grido di battaglia che si perde nell’eco del silenzio degli impianti sportivi. Nessuno trascinerà questa squadra alla vittoria. la platea, spesso dodicesimo uomo in campo, osserverà dalle TV una squadra che, dopo la seconda gara post lockdown sembra quasi volersi avviare ad una conclusione del torneo indolore. Troppo brutta per essere vera, troppo deludente per credere possa conservare un qualsivoglia posto nella griglia dei play-off.

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Lui il condottiero, lui ne risponde. Gian Piero Ventura è l’artefice della crescita di questa squadra che ha ritrovato identità dall’anno scorso ad oggi. Ieri però ha toppato, capita. Si rifarà, ne siamo certi.

Lo abbiamo spesso difeso, ma questa volta la sconfitta porta anche la sua “firma”. La squadra scesa in campo questa sera è sembrata priva non solo di mordente, ma persino di un’identità di gioco definita. In buona sostanza, la Salernitana, in assenza di Lombardi e Cicerelli, non ha nulla dell’idea di 3-5-2, se non nella sterile, quanto ostinata, serie di passaggi tra i tre centrali di difesa. Come accaduto nella stragrande maggioranza delle trasferte, la squadra ha regalato un tempo all’avversario e non ha reagito dopo il gol subito. Lui stesso, come rimarcato più volte dai colleghi di DAZN, è apparso sconsolato e insoddisfatto in panchina. Certamente, un atteggiamento che non fa ben sperare – 4.

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