“La Storia dello Sport a Salerno”: quando la Salernitana non vinse neppure con il più Grande, Mauro Pantani

Il mitico Tom Rosati al Vestuti
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Continua la nostra rubrica dedicata alla Storia dello Sport a Salerno, e grazie al prezioso contributo di Nicola Vernieri, risaliamo al 1970, un campionato della Salernitana caratterizzato dalla guida tecnica di Tom Rosati. E in campo un certo Mauro Pantani.

La Storia dello Sport, la Salernitana di Rosati e Pantani

Quando la storia si racconta, si usano le maiuscole, come nel caratterizzare la figura di Mauro Pantani. Per molti uno sconosciuto, per Nils Liedholm qualcosa di più. E allora un aggettivo semplice diventa… Grande quando attraverso gli occhi di un giovane Nicola Vernieri, assume una volta di più la disfatta che ha accompagnato per anni la Salernitana. Ancor più all’inizio di quel campionato… nel 1970.

Il ricordo di una Salerno all’inizio degli anni ’70

Sono cresciuto senza Nutella ma con i Lupetto di cioccolato (triangolari come i formaggini). Senza snack ma con i quadretti di cotognata. Senza Smarties ma con le barchette di liquirizia, a “paneolio” e pallone. Nel mio calcio le figurine Panini si incollavano con la Coccoina, o per risparmiare, con acqua e farina. Ignote ancora le famigerate celline e le adesive. Adesso mi prenderebbero per pazzo se con un mio nipotino parlassi di “pah”, di “azzecca azzecca”, di “struscio”, “scuoppo”, “nascondino”; tutti giochi che regolarmente si praticavano con le figurine, oltre allo scambio del “ce l’ho e non ce l’ho”.

Il pallone era il Super Santos a 350 Lire, una fortuna averlo; spesso si optava per il più economico Super Tele, anche se quando lo calciavi “jeve ‘a viente”. Quello di cuoio, che si “‘mpurpava” quando pioveva, era un regalo da grandi eventi, Befana o compleanno. Il calcio allora viveva più sui suoni che per immagini, con la Stock di Trieste presenta “Tutto il calcio minuto per minuto”, con la voce roca di Sandro Ciotti, con scusa Ameri e la “barba al palo” di Niccolò Carosio.

Abituati oggi alla “infodemia” da calcio, in parole ed immagini, sembra incredibile persino a raccontarlo oggi, ma a quel tempo la radio nazionale trasmetteva i collegamenti esclusivamente per il secondo tempo e di alcune partite, la tv una sintesi di un tempo alle 19:00 su RAI 1, che per molti anni sarà l’unico canale. I risultati nella “schedina”, prima SISAL poi Totocalcio, causa i risultati delle partite di Serie B e Serie C che giungevano con tempi biblici, li comunicava la Domenica Sportiva a tarda ora. Ma le quote delle vincite si apprendevano soltanto il lunedì sera od il martedì mattina, dopo uno spoglio faticoso e manuale.

I giovani di oggi non immaginano neppure il duro lavoro che attendeva i tifosi della Salernitana di un tempo per conoscere come erano finite le partite del “Girone C”, per ricostruire una classifica. In serata si andava al Bar Umberto, di fronte al Comune, che esponeva su di un tabellone i risultati man mano che pervenivano. Oppure si telefonava a Onorato (Onorato Volzone della redazione salernitana de Il Mattino, ndr). In tempi più recenti qualche radioamatore con il CB chiamava qualche collega di Vasto, Francavilla, Monopoli, Genzano, Acireale. Spesso tali davano dei risultati fantasiosi ed ad capocchiam.

Indimenticabili le prime radiocronache di Roberto Guariglia con la cornetta del telefono, incollato alla ringhiera del balcone sulle tribune palaziate De Pascale a via Costantino l’Africano, con i padroni di casa a fornire generi di conforto e caffè. La rivoluzione delle radio libere, Radio Salerno1 con Eduardo Scotti e le telefonate dei tifosi ad Alto sulla Traversa. In seguito i primi filmati delle Tv locali, Telecolore si inventò “Goal su Goal”, con in tarda serata la trasmissione dei servizi di tutte o quasi le partite disputate. Erano riprese che viaggiavano materialmente con le cassette trasportate da auto, treni ed aerei.

Quell’estate dopo la Coppa del Mondo

Il mitico Tom Rosati al Vestuti
Il mitico Tom Rosati al Vestuti

Nell’estate del ‘70, dopo la fine ingloriosa del Campionato del Mondo in Messico, con l’Italia schiantata da un inimitabile Brasile, a Salerno, presidente Tedesco, ci fu il ritorno di Tom Rosati. Fu l’artefice, assieme a Pierino Prati, della promozione in Serie B nel 1965-1966. Tom è stato un allenatore mito tra i tifosi di Salerno come in seguito lo sarà solo Delio Rossi. Un vero sergente di ferro dalle manine lunghe: si ricordano di lui anche lo schiaffo al fratello Franco Rosati capitano dei granata, ed a Vittorio Cozzella del Pescara, anni dopo calciatore poco incisivo a Salerno. Alla guida del severo Tom arrivò da Lecco un 30enne toscano: Mauro Pantani. Un calciatore che sino ad allora aveva vivacchiato tra i dilettanti e la Serie C, in società di secondo piano, con l’unica eccezione di un campionato in Serie B, nel Monza.

L’opinione di Nils Liedholm

Ma non era un calciatore normale. Se ne era accorto anche il grande Nils Liedholm, miglior calciatore svedese di sempre, indimenticabile campione del Milan e grande allenatore. Vince con i rossoneri due scudetti: quello della stella, il 10°, con il Milan di Gianni Rivera ed il 2° della Roma di Agostino Di Bartolomei, a distanza di 41 anni dal primo.

Nils Liedholm
Nils Liedholm

Il “Barone” come veniva chiamato lo svedese per la sua signorilità, ebbe Pantani al suo servizio quando allenava il Monza in Serie B nel 1968-1969. Eravamo negli ultimi anni della sua vita, scomparve nel novembre 2007, quando terminata anche la carriera di allenatore aveva intrapresa quella di opinionista, essendo un signore del calcio, uno dei più grandi di sempre. Un giornalista gli chiese quale fosse il calciatore più forte che avesse allenato; tutti si sarebbero aspettati Gianni Rivera, un Josè Altafini, che so un Bruno Conti, magari Ago Di Bartolomei.

Quel nome… il Grande Pantani

Parlò Nils Liedholm “…il più grande calciatore che ho allenato è stato Mauro Pantani…”. La sorpresa dell’intervistatore e l’imbarazzo era notevole, che cercava di ricordare chi fosse questo Pantani; Liedholm lo rassicurò dicendo che si rammaricava di non averlo più avuto al suo servizio ed anche della carriera limitata, al massimo la “B”, che Mauro avesse raggiunto. Questo per dire della stima che godeva da parte di uno che di calcio ne masticava e parecchio, che da capitano della Svezia Nils aveva affrontato in finale, proprio nel mondiale svedese del 1958, il Brasile di un certo Edson Arantes do Nascimiento, in arte Pelè, allora astro nascente del football mondiale e tra i più grandi di sempre.

Il mercato della Salernitana del presidente Tedesco

Lo scudetto della Salernitana sull'album Figurine Panini 1970 1971
Lo scudetto della Salernitana sull’album Figurine Panini 1970 1971

Dopo l’annata balorda e mediocre dell’anno precedente nell’estate del 1970 il presidente Giuseppe Tedesco non si fa sfuggire di riprendere Domenico Rosati, per tutti Tom, un trainer vincente e di categoria. La Salernitana prova la risalita in Serie B, per questo ingaggia Pantani e realizza altri  acquisti per rinforzare l’organico.

Il girone d’andata

I granata fanno un girone d’andata esemplare, portandosi in testa alla classifica. In questa fase si mette in luce, assieme al nostro Mauro, il centrocampista abruzzese Giancarlo Bianchini, che con 12 reti risulterà il miglior realizzatore della squadra. All’inseguimento della Salernitana troviamo un avversario inedito, il Sorrento, che sulla carta non aveva i mezzi per la vittoria finale.

Solito calo nel girone di ritorno

Nel girone di ritorno però, per una serie di sfortunate circostanze avviene il patatrac. La squadra ed il suo cannoniere principe Bianchini subiscono diverse sconfitte in trasferta per un appannamento fisico e di forma, nonostante Pantani con la sua classe ed i suoi gol la tenesse ancora in corsa. Il Sorrento però si fa forte di una difesa impenetrabile, dove giostra un giovane Giuseppe Bruscolotti da Sassano, che sarà negli anni a seguire un punto di forza e capitano del Napoli. Il portiere Gridelli per di più conquista anche uno storico record di imbattibilità di ben 1.537 minuti, pari in pratica a 17 incontri. Resterà tale fino al primato di 1.741 di Tarabocchia del Lecce. In precedenza nello scontro diretto, il 2 di maggio, i sorrentini avevano vinto per un golletto di Sportiello al 4′, con i salernitani sterili ed incapaci di pareggiare.

Ma è nella città della “Disfida”, a Barletta, spesso fatale ai colori granata, che si compiono i destini, dopo il goal al 2′ del barlettano Veronese, Daolio ristabilisce la parità al 52′. Ma al 71′ Roccotelli affonda la Salernitana a cui non riesce il recupero. Il disperato rush finale e di vittorie della Salernitana serve solo a consolidare un beffardo secondo posto. Il Sorrento, che conquista così una storica ed inedita partecipazione alla Serie B.

Ancora un giugno di rimpianti granata

In quel giugno ricordo ancora i pianti di noi ragazzini salernitani, quando in classe, alla scuola media Tasso, con il professor Stanzione commentavamo delle gesta sfortunate dei nostri eroi granata. Mauro Pantani sarà ancora protagonista nel campionato successivo vincendo la classifica cannonieri con ben 17 marcature. Nel campionato successivo farà le fortune dell’Avellino del commendator Sibilia, con l’impresa di portare per la prima volta i lupi irpini in cadetteria.

Nicola Vernieri

ph: Mauro Pantani, La Città di Salerno
ph: Nils Liedholm, internet
ph: Salernitana, Salernitanastory.it
ph: Tom Rosati, internet

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