Stefano Squitieri in favore dei club della LND: “Se ci saranno fallimenti non sarà a causa del Coronavirus”

Stefano Squitieri
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Abbiamo ascoltato il giovane procuratore Stefano Squitieri, ex giocatore della Salernitana, in merito a cosa sta accadendo nel calcio dilettantistico. Squitieri ci ha parlato delle misure volte a tutelare i calciatori e le società affiliate alla LND ed il possibile futuro post Coronavirus.

Stefano Squitieri: “LND da ristrutturare”

Stefano Squitieri è un giovane procuratore in rampa di lancio. Classe 1990 è stato un prodotto del vivaio granata; con la Salernitana ha fatto tutta la trafila del settore giovanile fino alla prima squadra, esordendo in Serie C1 nel 2008, ed in Serie B l’anno seguente. La prima in B, inoltre, è una gara storica sia per lui, esordio in cadetteria, sia per la tifoseria granata; stiamo infatti parlando di Salernitana – Albinoleffe del 18 aprile 2009, gara terminata 4 a 2 con un memorabile gol di Merino da centrocampo.

A causa di alcuni problemi fisici Squitieri ha prima deciso di continuare in categorie inferiori per poi dedicarsi all’attività di procuratore. Molti suoi rappresentati, infatti, giocano ora in Serie D, Eccellenza e nei settori giovanili, e, proprio per questo motivo, ha deciso di dirci cosa sta realmente accadendo al calcio “di periferia“.

Il calcio è fermo da quasi 3 mesi, in questo tempo ci sono stati incentivi o misure di tutela verso i giocatori dilettanti?

«Assolutamente sì. Il Coni, attraverso la società Sport e Salute, ha erogato un bonus di 600 euro a tutti i lavoratori dello sport. È stata data priorità a tutti coloro i quali hanno guadagnato meno di 10.000 € nel 2019. Nelle tranches di aprile e maggio addirittura ha esteso questa possibilità anche a coloro i quali hanno guadagnato una cifra superiore. Dal mio punto di vista, quindi di agente sportivo, si è trattata di una vera e propria donazione in quanto i calciatori della LND, essendo dilettanti, si ritiene facciano sport non come attività principale ma per “diletto”. Quindi non come professione, per quanto sia così, ed io lo so bene. Chi non ha tutelato gli sportivi e le società è la LND stessa, che lascia tutte queste persone in uno status di dilettanti pur essendo a conoscenza del rapporto continuativo. Basterebbe definire semiprofessionisti i calciatori di D ed Eccellenza, concedendo un accordo economico anche ai secondi. Si creerebbe una vera e propria tracciabilità del rapporto lavorativo. Nel caso dei lavoratori sportivi dalla Promozione in giù, essendo dilettanti in quanto il loro impegno sportivo è nettamente ridotto, basterebbe un rimborso spese forfettario (art.67 TUIR 1 m). Non avendo un rapporto continuativo si ritiene abbiano un’altra attività da affiancare al calcio per poter vivere, almeno per la maggior parte è così».

Per quanto riguarda la ripresa ed il ritorno al calcio giocato?

«In questo momento sta avvenendo, in maniera virtuale, la ristrutturazione delle categorie della LND. Stanno assegnando promozione e retrocessioni a tavolino, dunque c’è da aspettare l’ufficialità. Soprattutto sono curioso di conoscere le scelte del comitato regionale per quanto concerne i campionati campani. Per chi non lo sapesse la LND che fa capo a Roma ha in questo momento proposto promozione e retrocessioni solo per la D, lasciando l’onere dei verdetti regionali alle varie delegazioni. Penso che per la ripresa vada dato il tempo ai presidenti di far rialzare prima le proprie aziende e poi le aziende sportive. Con ottimismo prevedo una ripresa ad ottobre 2020».

Molte società, già in difficoltà, potrebbero scomparire, come verranno tutelati i calciatori?

«Se ad oggi una società scompare non sarà per colpa del COVID-19. Dal punto di vista economico, le società si riterranno in regola con il pagamento della mensilità di febbraio; dunque andranno a risparmiare tre mesi più premi le società di serie D, e due mesi più premi le società delle categorie inferiori. Credo che chi non dovesse ripartire lo farà perché non avrà più stimoli. Spero che la Lega inizi a dare incentivi anche alle società minori. In questo momento vanno tutelate le società e di conseguenza i calciatori. Purtroppo, ad oggi, per quelli che sono i fatti e i numeri le società, le scuole calcio, i calciatori, lo staff e gli addetti ai lavori della LND fanno parte del Calcio degli Invisibili».

SalernoSport24

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