Salernitana, le parole dell’ex granata Andrea Pippa: “Sarei rimasto a vita”

Andrea Pippa

fonte: Pisanews

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Abbiamo intervistato Andrea Pippa, giocatore della Salernitana nel bienno 2009-2011. L’ex terzino, ritiratosi nel 2016, ora, da avvocato, lavora per la Lega Serie C.

Andrea Pippa: “La Salernitana il mio sogno realizzato”

Appesi gli scarpini al chiodo nel 2016, ad appena 31 anni, Andrea Pippa ha deciso di continuare a lavorare nel mondo del calcio. Laureatosi in legge, adesso lavora a Firenze per la Lega Serie C dove si occupa dei  tesseramenti per i club di terza serie e dell’area agonistica in generale.

Con lui, originario di Agropoli, abbiamo analizzato l’attuale momento della Salernitana, squadra con la quale ha giocato in Serie B ed in 1ª Divisione Lega Pro. Indimenticabile il suo secondo anno in granata dove, dopo un inizio stentato, è stato perno della squadra che ha fallito la vittoria dei play-off contro il Verona.

Salernitana, ricordi del biennio in granata e malumore della piazza alcuni dei temi trattati.

Nel passato di Andrea Pippa c’è stato il campo e la Salernitana, ora la scrivania e la Lega Serie C. Nel futuro, invece?

«Voglio proseguire questa strada e questa carriera dietro la scrivania. Mi trovo benissimo con la Lega Serie C poiché, nonostante appesi gli scarpini al chiodo, posso continuare a vivere il mondo del calcio a 360°».

Sabato è ricominciato il campionato, il decimo del duo Lotito-Mezzaroma. Dopo le prime stagioni esaltanti la squadra sta proseguendo nell’anonimato in questa Serie B; come vede messa la Salernitana per questa stagione?

«Non ho seguito moltissimo il calciomercato granata ma ho notato il ritorno di Castori e la prestazione di carattere con la Reggina. Da cittadino della provincia di Salerno continuerò sempre a seguirla ed a sostenerla».

I tifosi, però, pare abbiano perso la pazienza e la contestazione, a stadi chiusi, divampa sui social, in provincia e non solo …

«La piazza di Salerno merita tantissimo ed i tifosi fanno bene ad avere fame di successi e traguardi. C’è anche da dire, però, che mantenere la categoria, in un campionato duro come la Serie B, non è mai facile, farlo per tanto tempo dimostra che le capacità ci sono. Parlando da tifoso mi auguro che le cose possano migliorarsi, parlando da dirigente affermo che mantenere un equilibrio societario e di rendimento non è facile. Ci vorrebbe l’uno e l’altro».

In una precedente chiacchierata ci ha parlato del suo ricordo più bello in granata. Parliamo della vittoria di Alessandria per 1-3, con Salernitana che poi vola in finale play-off. Purtroppo l’esito lo ricordiamo tutti, ma se ci fossero stati i presupposti, avrebbe continuato in granata?

«Con tutto il cuore, io sarei rimasto a vita alla Salernitana. Vestivo la maglia della mia città, in una piazza importante come Salerno e con i tifosi che ci amavano, poi è successo quello che nessuno si augurava; la Salernitana è partita dalla D, io dal Siracusa, lontano da casa, e non ci siamo più riconciliati. Però, come detto da lei, ricorderò sempre quella stagione, i tifosi ci hanno amato moltissimo e noi abbiamo ricambiato in campo …».

Ricambiato, anche senza percepire stipendio …

«Beh (ride ndr), forse proprio per quel motivo abbiamo tirato fuori il 110% dimostrando grinta e attaccamento alla maglia. Spero che i tifosi possano tornare a farsi sentire con cori e apprezzamenti ai calciatori, un pubblico caldo come quello granata, anche a porte chiuse, saprà farsi sentire».

C’è per caso un qualche aneddoto particolare che ricorda di quell’annata? Probabilmente ha giocato nell’ultima Salernitana veramente amata dai tifosi.

«Tantissimi bei ricordi,  avevamo un’ottima squadra e tanti giocatori che ancora oggi farebbero la differenza in Serie A e Serie B. Ricordo anche la brutta sconfitta nella doppia finale col Verona ed i problemi societari che ci portarono a giocare senza stipendio. A proposito di società, mi sta venendo alla mente un ricordo legato all’ingresso in campo di Joseph Cala, l’imprenditore che avrebbe dovuto rilevare la Salernitana. Ricordo il giorno in cui si presentò a noi, eravamo scettici sulle effettive doti di quell’imprenditore e, infatti, dopo appena 10 giorni scappò via lasciandoci peggio di prima. A pensarci ora, ma anche all’epoca, ci ridiamo sopra, ma veramente si venne a creare una situazione tragicomica».

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