Salernitana, non si placa la contestazione degli Ultras: e la società?

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Non si placa la contestazione degli Ultras della Salernitana. Nella tarda serata di ieri, una delegazione di supporter granata ha esposto uno striscione dinanzi la sede della Lega Calcio a Milano contro la multiproprietà.

Salernitana: contestazione degli Ultras tra il silenzio della società

Non accenna minimamente a fermarsi la contestazione degli Ultras della Salernitana nei confronti della società. Nella tarda serata di ieri, una delegazione di supporter granata ha esposto uno striscione dinanzi la sede della Lega Calcio a Milano in via Rosellini. Oggetto della protesta, ancora una volta, la questione multiproprietà che, a detta di molti tifosi, tiene sotto scacco la Bersagliera per diversi aspetti. Striscione che va ad aggiungersi a quelli esposti a Roma, Coverciano, Bologna e financo a Sarnano, sede del ritiro granata. Un ritiro che, tra l’altro, ha visto solo la presenza di uno sparuto, e non organizzato, gruppo di tifosi. Senza contare, inoltre, i numerosi striscioni esposti a Salerno e provincia contro proprietà e direttore sportivo, alcuni dei quali con frasi “piuttosto eloquenti” che devono, o almeno dovrebbero, far riflettere “i padroni del vapore”.

Contestazioni che, senza timore di smentita, sono il frutto di una gestione quinquennale approssimativa e ampiamente lacunosa sotto tutti i punti di vista. Dal ritorno in cadetteria, la Salernitana ha continuato a navigare a vista, con un mix di campionati anonimi o, addirittura, ai limiti del pudore, come quello concluso con la vittoria ai play-out in quel di Venezia. In cinque anni non uno straccio di programmazione, pochi acquisti di prospettiva, per lo più tramite Lazio, e numerose scelte di mercato quanto meno discutibili. Il tutto corroborato dagli ormai arcinoti tempi biblici per l’acquisto dei calciatori che, gioco forza, non consentono all’allenatore di turno di poter lavorare al meglio in sede di ritiro.

Le prospettive attuali del campionato che verrà

A poco più di venti giorni dall’inizio del campionato, la Salernitana è ancora un cantiere aperto. Castori, nel ritiro appena concluso, ha lavorato con un gruppo formato, per la stragrande maggioranza, da calciatori destinati a cambiare aria nelle prossime settimane. Veseli a parte, che ha salutato la truppa dopo pochi giorni per raggiungere il ritiro della sua Nazionale, l’unico “volto nuovo” giunto a Sarnano è stato Tiago Casasola. Troppo poco, dunque, per porre le basi per il tanto agognato, quanto sbandierato ai quattro venti negli ultimi due anni, cambio di rotta. La sensazione è che nemmeno il Tutino di turno riuscirà a placare gli animi di buona parte della tifoseria. Una tifoseria ormai stanca, oltre che vessata, dal modus operandi della triade LotitoMezzaromaFabiani.

Triade che, dall’ultima gara della regular season, ha scelto di non farsi sentire in alcun modo, acuendo, presumibilmente, la già profonda frattura con l’ambiente. Non una parola dal fischio finale di SalernitanaSpezia, ad esempio, sulle motivazioni che hanno spinto Gian Piero Ventura ad abbandonare la nave dopo un rinnovo che, 24 ore prima, sembrava cosa fatta. Non una parola del neo tecnico, si fa per dire, Fabrizio Castori. Ma soprattutto, non una parola sui reali obiettivi futuri. La tifoseria organizzata, intanto, come mai negli ultimi anni, continua a far fronte comune per tentare di dare nuova dignità, e nuovo lustro, ai colori granata in nome della passione. Una passione “folle” di una vita sempre più messa a repentaglio da chi, probabilmente, non hai mai compreso fino in fondo cosa rappresenti, per davvero, la Salernitana per i salernitani.

SalernoSport24

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