Salernitana-Cesena, all’Arechi torna Castori: un ex dal dente avvelenato

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La Salernitana ritrova sulla propria strada verso la salvezza l’ex trainer Fabrizio Castori.
Dopo il match del “Manuzzi” all’andata il tecnico di Tolentino incrocerà nuovamente la sua ex squadra con la speranza di ritornare a casa con un risultato positivo.
Castori, dichiarazioni di rito a parte, non ha certo un ottimo ricordo della sua esperienza salernitana. Era la stagione 2008-09, la prima in B della Salernitana Calcio dopo la promozione: mentre il presidente Murolo chiudeva l’accordo economico con Di Carlo in un incontro segreto in quel di Cassino, Lombardi e Fabiani avevano già contrattualizzato Fabrizio Castori, una scelta che iniziò a logorare i rapporti tra le parti e che non fece certo fare i salti di gioia alla piazza. La prima conferenza stampa fu già oggetto di discussione: il mister mise in discussione un simbolo come Arturo Di Napoli, tifosi e società gli tirarono simbolicamente le orecchie. Dopo il pari col Cittadella della seconda giornata, patron Lombardi si lasciò andare a qualche “consiglio tattico” bacchettando l’allenatore, altro momento di tensione rientrato solo grazie all’intermediazione di Fabiani. I risultati, dopo un avvio strepitoso, furono negativi e la tifoseria, dopo la sconfitta interna col Parma, chiese l’esonero di Castori.
“Fiducia a termine” dichiarò la proprietà, prima di registrare un’ulteriore sconfitta a Livorno per 3-0. L’allenatore fu mandato via, ma tornò a fine gennaio dopo l’incredibile addio di Bortolo Mutti: si giocava in casa col Cittadella, stavolta il pubblico lo accolse tra gli applausi riconoscendogli l’alibi di aver allenato una rosa forse non consona alla categoria. Anche in quel caso risultati altalenanti: dalle vittorie con Frosinone e Brescia alle brutte figure con Ancona, Piacenza ed Empoli, con il 2-2 interno col Treviso retrocesso che rappresentò la goccia che fece traboccare il vaso. Secondo esonero, fischi dei tifosi e dichiarazioni dure dei presidenti che, senza mezzi termini, definirono il suo ingaggio estivo “un errore di valutazione”.
“Non mi aspettavo quest’esonero: mi avevano chiesto la salvezza, ce l’avremmo fatta” dichiarò il mister qualche giorno dopo. Negli anni successivi la sua carriera ha preso una piega diversa e il miracolo Carpi ha rappresentato il classico riscatto verso chi non aveva creduto in lui. Da ex ha incrociato la Salernitana nel 2009 (0-0 a Piacenza, ma padroni di casa padroni del match) prima di batterla in questa stagione per 2-1 all’Arechi senza meritarlo e agevolato da qualche decisione arbitrale. In passato, invece, il suo Lanciano si impose in coppa Italia per 2-1 grazie a una doppietta di Ferreira Pinto invalidando la differenza di categoria tra gli abruzzesi e la Salernitana di Zeman.
Non sono mancate le polemiche anche lo scorso anno in occasione del match col Carpi, durante il quale si scatenò un pubblico battibecco con il team manager Salvatore Avallone per un atteggiamento giudicato poco corretto e sportivo.
L’attuale allenatore del Cesena è stato in passato artefice di campionati culminati con promozioni ma ha anche proposto spesso un calcio lento, difensivo, rinunciatario e prevedibile, adottando un modulo di gioco che finisce con il penalizzare i calciatori di maggiori qualità tecniche.
Il trailer marchigiano è tuttavia imbattuto da ex contro la Salernitana. La speranza della tifoseria è di dargli il primo dispiacere sabato pomeriggio all’Arechi.

SalernoSport24

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