Roberta Linzalone: l’ex granata punta alla successo in A con il Real Statte

Roberta Linzalone, calcettista classe ’95, è al secondo anno con il Real Statte, club pugliese che milita in Serie A di calcio a 5 femminile

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Roberta Linzalone

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Il Real Statte è uno storico club pugliese di calcio a 5 femminile. La società tarantina, guidata dal tecnico Tony Marzella, ha disputato una campionato di vertice, terminando al primo posto. Le rossoblù, capitanate da Valentina Margarito, hanno conquistato 49 punti nei 18 match disputati che sono valsi il primo posto dopo il congelamento della classifica. Nella rosa pugliese, che non ha visto assegnato lo scudetto del passato campionato, milita una calcettista con un trascorso a Salerno, ovvero l’estremo difensore Roberta Linzalone Abbiamo raggiunto la calcettista  tarantina, classe ’95 al secondo anno con il Real Statte, per una breve intervista.

Come è nata la passione per il calcio per Roberta Linzalone?

Diciamo che il calcio mi ha sempre coccolato da quando ero piccola. Avendo un papà che segue molto il calcio, e avendo avuto cuginetti quasi tutti maschi, ho sempre avuto modo di avere a che fare con questo sport in un modo o nell’altro. Tutto, in pratica è partito da lì”.

Il portiere è un ruolo sempre molto delicato. Come hai scelto di giocare tra i pali?

“In realtà non volevo giocare come portiere, ma quando uno dei miei cugini, Alessio, mi spinse a provare tra i pali notai qualcosa,ma in particolare l’episodio che ha cambiato tutto è stato il triplete dell’Inter nel 2010. Sono tifosissima dell’Inter e quell’anno Julio Cesar diventó il mio idolo tanto da decidere in maniere netta di giocare a tutti i costi in porta. Così, per questo banale motivo, adesso mi ritrovo a giocare nella massima serie del Futsal Italiano femminile Ancora mi smebra assurdo”.

Nella tua carriera anche Salerno e la Salernitana. Che ricordi hai delll’espreinza in granata?

Ho avuto a che fare con persone diverse che ricordo con affetto. Sicuramente mi ha responsabilizzato molto questa esperienza soprattutto per l’autogestione vivendo in una casa tutta nuova. Il mio grazie va a loro, nonostante tutto ho un bel ricordo di tutto e di tutti lì a Salerno. Un’esperienza che rifarei senza ombra di dubbio”.

Roberta Linzalone è al suo secondo anno con il Real Statte. Lo scorso anno puntavate per voi una stagione di vertice che lascia però l’amaro in bocca?

“Si quest’anno continuerò con il Real Statte, il club più titolato d’Italia e sono contenta e fiera di aver riconfermato. L’anno scorso avevamo una squadra vincente in campo e fuori e come parla la classifica, puntavamo a portarci lo scudetto a casa. Nessuno può dire come sarebbe andato a finire senza il Coronavirus, ma la classifica fino a quel punto parlava chiaro. Ovviamente rimane il rammarico dello scudetto, probabilmente ancora non lo abbiamo digerito ma ci servirà per avere più rabbia la prossima stagione, ne sono sicura”.

Con quale spirito e con quali obiettivi state preparando la nuova stagione? Come valuti il livello del prossimo campionato?

“Ci stiamo preparando al meglio. Noi portieri insieme al nostro preparatore ci stiamo già allenando così come abbiamo fatto l’anno scorso per arrivare alla preparazione già attive. Il campionato come l’anno scorso sarà sicuramente tosto, le straniere arricchiscono molto la bellezza di questo sport. Il livello, a mio avviso, sarà molto alto ed è proprio questo il bello”.

Quale è il che Roberta Linzalone lega maggiormente al mondo del futsal?

Il momento più bello che lego maggiormente a questo sport è sicuramente l’esordio nella massima serie. Una cosa che non avrei mai immaginato, ancora ora alle volte mi meraviglio. Prima di questo però c’è il ritorno sul campo dopo aver avuto un infortunio grave. Avevo pensato di smettere, non è stato facile arrivare a certi livelli, ma oggi sono felice di poter continuare a seguire la mia passione”.

Il movimento del calcio femminile è sempre di più sotto l’attenzione generale, quale è la tua opinione sulla crescita del calcio in rosa?

Credo che se l’Italia debba puntare maggiormente sulle giovanili, facendo avvicinare le bimba a questo sport. Ci sarebbero più talenti italiani, purtroppo senza una base competente è difficile poi stare al passo. Io, ad esempio, non ho mai fatto scuola calcio, ma sono cresciuta giocando per strada o nei campetti di periferia. Sono contentissima di questo, però per certi versi penso che se avessi avuto le basi sin da piccola sarebbe stato tutto diverso”.

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