Lo sport riparte: circoli, palestre ed ASD riaprono le porte ad i propri iscritti, ma a quale costo?

palestre
Funshopping.it - il marketplace amico dei commercianti

Le Federazioni si stanno dando da fare, calcio, basket, volley, e tanti altri sport sono pronti a ripartire, sia a livello agonistico che amatoriale. Dallo scorso 25 maggio, inoltre, le autorità hanno dato il via libera alla riapertura di palestre e centri sportivi, così da permettere al non professionista di poter tornare ad allenarsi. Tutto molto bello e con un sapore, finalmente, di “normalità”, ma questa “normalità” sta avendo un costo non trascurabile e non solo dal punto di vista economico.

Riaprono le palestre, ma a quale costo?

Dallo scorso 25 maggio le palestre, i circoli sportivi, le piscine e tante altre strutture sportive hanno potuto, finalmente, riaprire le porte ad i propri atleti amatoriali. Tutto molto bello e che, se non fosse per i quasi 80 giorni di chiusura forzata a causa del COVID-19, non avrebbe un risalto eccezionale; c’è da dire, però, che la riapertura post-pandemia ha portato con sé delle misure cautelari che, solo a comprenderle, ci sembra faticoso quasi quanto un workout avanzato.

Le regole da seguire

Ci sono regole da seguire sia per l’istruttore/titolare della palestra che per l’atleta iscritto alla stessa. Innanzitutto, prima di accedere alla struttura, è obbligatorio prenotarsi con anticipo e consegnare, solamente la prima volta, un’autocertificazione a testimonianza della propria negatività al COVID-19. Appena entrati in palestra toccherà al titolare annotare i presenti giorno per giorno e conservare quella lista per almeno 14 giorni. Subito dopo varcata la soglia, inoltre, il titolare ha la facoltà di misurare la temperatura all’atleta e, in caso di temperatura superiore ai 37,5°, rimandarlo a casa. L’atleta avrà anche l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi comuni della struttura e toglierla solamente durante il suo allenamento. Pronti per darci dentro? No, prima di mettersi all’opera c’è bisogno di sanificare le proprie mani; grazie ad appositi dispenser, con gel o sapone disinfettante, posti all’ingresso delle varie sale, l’atleta potrà finalmente cominciare il suo allenamento.

La distanza di sicurezza, inoltre, è fissata a 2 metri durante l’attività ed 1 metro lontano dagli attrezzi. Vien da sé la domanda, ma gli attrezzi, come verranno sanificati? Sarà obbligatorio, da parte del titolare, fornire postazioni con spray disinfettanti grazie ai quali l’atleta, terminato l’allenamento, dovrà disinfettare gli attrezzi utilizzati. Vietate, anzi abolite, le docce e l’utilizzo degli spogliatoi; ognuno, infatti, dovrà arrivare in palestra già pronto per la seduta d’allenamento.

Spogliatoi aperti, invece, per chi pratica nuoto, nonostante l’incombente bella stagione non crediamo sia il caso di ritornare a casa in costume. Per gli sport natatori, infatti, sarà premura dei titolari rendere gli spogliatoi tranquilli ed accessibili a tutti, delimitando sempre 1 metro di distanza da una postazione all’altra. Fissata, invece, a 7 metri quadrati la distanza di sicurezza in piscina; nonostante il cloro uccida il virus, sono assolutamente vietati i contatti all’interno della vasca.

Attività all’aperto

Dal 25 maggio stanno riaprendo le palestre, dal 18, invece, hanno riaperto i parchi e le partitelle tra bambini sono all’ordine del giorno. Scontato, quindi, organizzare sedute in esterna, peccato non sia così. Infatti, per evitare assembramenti, è assolutamente vietato organizzare jogging per le strade o qualsiasi attività all’aria aperta. Consentiti, e questo ha dell’assurdo, i raduni spontanei dei singoli atleti, autorizzati a correre, giocare e quant’altro ovunque, anche in strada. Controsenso abbastanza particolare poiché in presenza di un’istruttore sarebbe vietato, in mancanza … no.

Ancor più fragoroso ciò che è accaduto con le scuole calcio. Dal 25 anche loro hanno potuto riabbracciare i propri giovani calciatori, peccato che i calciatori non abbiano potuto riabbracciare il pallone. Ebbene sì, l’attività delle scuole calcio, ad oggi, è ancora senza pallone e ferma al lavoro atletico. Meglio di niente, ma se nei parchi è possibile giocare, in totale assenza di controlli, suona strano che in presenza di allenatori, esperti e, in alcuni casi, ex giocatori, sia vietato l’utilizzo della palla.

I costi e le polemiche

Proprio per tutti questi controsensi, e per gli ingenti costi che sono stati richiesti per “rimettere a norma” le strutture, molti titolari di palestre e centri sportivi hanno avuto a che ridire. Nel corso di questi mesi, inoltre, ci sono state le spese di gestione per strutture e campi da gioco, assenti le entrate dalle rette mensili. Aggiungendo anche la paura da parte di alcuni atleti nel ritornare ad allenarsi, il mancato guadagno rischia di essere concreto per molti. Sono sempre di più, infatti, i comitati nati per chiedere spiegazioni alle istituzioni, ma sono ancora di più i titolari forti e pieni d’orgoglio; grazie alla loro voglia di fare, ed ai loro sacrifici, si potrà ricominciare riabbracciando i valori sani dello sport.

SalernoSport24

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: