Ramzi Aya: “Stipendi, ora non ci penso”

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Come tutti i suoi colleghi, e tutti gli italiani che ne stanno rispettando le regole, anche Ramzi Aya, si trova a Salerno, e chiuso in casa. I tempi sono duri e per un atleta non è facile rimanere fermi. Oggi Cronache ha pubblicato un’intervista al difensore della Salernitana.

Intervista a Ramzi Aya, defender della Salernitana

Giunto a gennaio in prestito dal Pisa, il difensore romano si è velocemente calato nei dettami tattici di mister Ventura. Solo una pandemia mondiale poteva fermare quel che è al momento il miglior campionato di Serie B con i romani al timone. Vediamo l’intervista concessa a Cronache da Aya il quale svela un particolare al collega Marco De Martino.

Il calciatore alla corte di Ventura

Nato a Roma, il calciatore classe ’90, è dotato anche di passaporto tunisino. In granata ha disputato fin 7 partite, mettendosi subito in mostra e diventando velocemente un punto di riferimento per la retroguardia della Salernitana. Per lui 5 gare da titolare, 2 da subentrato, e una di… meritato riposo nella gara interna con il ChievoVerona.

Come sta andando questo forzato periodo di riposo?

«Abbastanza bene, ci chiedono di stare a casa, non di fare la guerra. Non sono abituato a restare in casa 24 ore su 24, ma non è affatto un sacrificio […]».

Netflix, social e… FIFA 20 come tanti tuoi colleghi calciatori?

«Gioco a FIFA ma quando ho fatto il trasloco da Pisa la PlayStation l’ho messa in uno scatolone che è andato a Roma […]. 24 ore, quindi, tutte dedicate a mia moglie Francesca e mia figlia Beatrice».

L’angoscia aumenta ed il calcio, così come tutto il resto, sembra ormai essere passato in secondo piano.

«Ormai il mio pensiero non va più al calcio, nonostante sia il mio lavoro. Ci sono 700 morti al giorno e la prima sfida da vincere è questa contro il virus. […] ogni giorno aspetto le 18 per conoscere i dati ufficiali della Protezione Civile. Si farà fatica a ritrovare la normalità […]».

Sei in contatto con i tuoi compagni di squadra e con mister Ventura?

«Abbiamo un gruppo WhatsApp con i compagni […]. Vivo la giornata in modo sereno, sto con la famiglia, mi rilasso, faccio allenamento, mi metto a cucinare con mia moglie, a giocare con mia figlia, ma poi quando arrivano le 18 è depressione […]. È una cosa che mi fa rimanere sbalordito, pensa se dovesse venire a qualcuno dei tuoi cari o dei tuoi amici. Non puoi andare a trovarlo, se succede qualcosa lo prendono e lo portano via […]».

La preoccupazione, anche tra gli sportivi, è tanta. Da Rugani a Dybala, da Maldini a Sportiello, sono sempre più frequenti i casi che coinvolgono i calciatori.

«Si diceva che fosse solo una febbre forte, ma non è stato così. Ho un amico che ci sta dentro. Si è svegliato una mattina che aveva male ai polmoni ed ora è in terapia intensiva. Così, dal nulla. Può prendere chiunque e bisogna stare attenti».

Come va con gli allenamenti fai da te?

«Bene, la società ci ha inviato un programma di allenamento da svolgere a casa. Ovviamente non possiamo fare capriole, ma con questo programma in teoria dovremmo rimanere in una buona forma fisica […]».

Il calcio italiano sta cercando soluzioni per tamponare l’emergenza. Una di queste è il possibile taglio degli stipendi ai calciatori. Cosa ne pensi?

«Il problema ora non me lo sto ponendo […]. Non so bene come funzioni dal punto di vista legale, ma se il campionato ricominciasse e si sforasse dopo il 30 giugno, con venti partite da fare nell’arco di due mesi, in estate, mi sembra difficile che gli emolumenti possano essere tagliati. Se la stagione dovesse ricominciare, ci stiamo giocando le vacanze ora, visto che subito dopo ci sarebbe da disputare la nuova. Non sono un esperto […] ma ti dico che se si ferma il campionato il taglio ci può anche stare, se non si ferma mi sembra una fesseria. Anche perché noi siamo obbligati a rimanere a Salerno, nel luogo dove lavoriamo, perché c’è un contratto e non possiamo tornare nelle nostre città d’origine».

Se si dovesse riprendere a giocare in estate, riguarda i calciatori con i contratti in scadenza il 30 giugno oppure in prestito. Per te, che sei in prestito, la Salernitana ha l’obbligo di riscatto.

«Ti do una notizia, sono a tutti gli effetti della Salernitana. L’obbligo di riscatto era in base ad una condizione che è già stata evasa ed ormai sono un calciatore granata con altri due anni di contratto. Per quanto riguarda i prestiti ed i contratti in scadenza, credo ci sarà una proroga […]».

Il tuo futuro dunque è la Salernitana. Hai disputato solo 7 partite ma sei stato subito apprezzato dalla piazza.

«Peccato, questa emergenza mi ha interrotto sul più bello. Ogni allenatore ha il suo modo di interpretare il calcio, a Ventura piace partire dal basso ed io, essendo arrivato in corsa a gennaio, ero più svantaggiato perché mi dovevo far trovare subito pronto. Ho lavorato il doppio per farlo ma, a parte l’ultima gara di Perugia, devo dire che le cose stavano andando bene».

SalernoSport24
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