Quel… Sentimento Granata: dai gradoni alla penna nei ricordi di Stefano Masucci

Quello che ha fatto Sentimento Granata ai tifosi della Salernitana. I ricordi sono la parte più bella di un compleanno da festeggiare, come 100 anni di storia

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Giorni passati a rincorrere le notizie, questo è quello che fa un giornalista… quasi al pari di un avvocato che rincorre ambulanze. Oggi, e con la possibilità imposta di guardarci dentro, ricordiamo qualcosa di vecchio, ma attualissimo. Un sentimento, quello granata

Sentimento granata, gioie e dolori

Lo spazio dedicato ai giornalisti che seguono Sua Maestà, grazie alle storie di Sentimento Granata, oggi si colora di una nuova storia da raccontare, quella di Stefano Masucci. Il giornalista del quale ci fregiamo oggi viene dalle colonne de La Città, prodotto di un serbatoio ricchissimo di talenti. Il suo punto di vista è incentrato sulla Salernitana tanto su Macchie d’Inkiostro che su Paese Sud del direttore Stefano Ferrara.

Sommario

La storia… vista da Stefano Masucci

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Un sentimento comune, condiviso. Quello che fa riunire centinaia di tifosi, appartenenti ad ogni fascia d’età, in qualsiasi luogo della città, ma anche della provincia. L’obiettivo, a volte celato, altre invece mostrato con fierezza, quello di completare l’album di figurine. Solo che a queste latitudini non è Cristiano Ronaldo o qualche altro campione della serie A a far breccia nel cuore della gente. Potrà essersi rivelato anche una meteora, ma basta il suo passaggio in granata per portare alla mente dolci ricordi. Che il tempo ha questo potere, quasi magico, sembra rendere tutto più bello, come i flop del mercato, anche le sconfitte sembrano più facilmente digeribili.

L’appuntamento della città

C’è così chi prende una pausa al lavoro, chi inventa scuse o fantomatici impegni per non mancare all’appuntamento e scambiare le figurine per completare l’album, dal titolo inequivocabile. “Sentimento granata”. Il “celo celo celo manca” di marca granata è una cantilena che va in scena negli angoli più remoti della città, all’uscita della tangenziale, in bar di provincia, tra un campione e una scartina, tra un doppione che se argentato vale di più, perché fa parte della schiera degli introvabili. Ed è così che Agostino Di Bartolomei, Roberto Breda, Carmine Rinaldi il Siberiano per tutti, scivolano via di mano in mano, come leggende da tramandare, finiscono attaccate per completare un quadro di colori, un affresco, ancora vivo negli occhi della gente. C’è chi conserverà tutta la rosa della promozione in serie A della truppa del Profeta Delio Rossi.

Tra le introvabili… la numero 67

C’è chi attaccherà in cameretta sul proprio armadio lo storico leader della Curva Sud, c’è chi invece arriverà a offrire tutti i propri doppioni per le figurine più rare. Rare come la 67, diventata già lo spauracchio di tutti i collezionisti per la sua difficoltà di reperimento. E c’è chi sfogliando l’album dei ricordi, oltre quello delle figurine, vivrà momenti indimenticabili, passati sui gradoni di uno stadio, o sui sediolini di una sala stampa, a raccontare emozioni più uniche che rare.

Dalla A al 2015… un Sentimento Granata

Come la promozione in serie B della stagione 2014-2015, arrivata al termine di un estenuante testa a testa con il Benevento, un duello snervante e che solo nelle battute finali ha saputo regalare la svolta, premiando la caparbietà di Sua Maestà. “Bentornata”, si diceva allora, grazie alle reti di un cecchino brasiliano di nome Caetano, grazia a una capocciata di Colombo, che a Lecce ha messo le ali per non interrompere un sogno, grazie alle parate di Ghigo Gori. C’è questo e molto altro in un album di figurine. C’è un sentimento, e non farete fatica a credere che il suo colore sarà il granata.

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