Salerno piange Pierino Prati “la peste”: il ricordo dei tifosi

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Il ricordo dei tifosi granata alla memoria di Pierino Prati, ex attaccante della Salernitana, scomparso nella giornata di ieri. Il cordoglio e gli aneddoti legati alla sua figura.

Addio a Pierino Prati, idolo di un’intera generazione di tifosi

All’età di 73 anni, se ne va Pierino Prati, indimenticato ex attaccante della Salernitana. “La peste”, così com’era chiamato affettuosamente nel mondo del calcio, mosse i primi passi da calciatore professionista proprio in granata. Fu lui uno degli artefici della promozione in B della stagione ’65-’66. Era l’anno del presidente Michele Gagliardi, del factotum Bruno Somma e, soprattutto, dell’allenatore Tom Rosati, il condottiero di quella splendida, quanto agognata cavalcata verso la cadetteria, conquistata dopo un appassionante testa a testa con il Cosenza.

L’indimenticato Tom, intravide subito quanto di straordinario ci fosse in quel “ragazzino terribile” di Cinisello Balsamo, e non esitò un attimo ad affidargli le chiavi dell’attacco granata. Pronti-via e fu subito doppietta a Lecce nella gara d’esordio in 5 minuti scarsi. E poi ancora, rete a Siracusa e finalmente al Vestuti il 17 ottobre ’65 contro il Chieti. In tutto, in maglia granata, Pierino Prati colleziona 19 presenze e 10 reti, prima del terribile infortunio rimediato a Torre Annunziata contro il Savoia, non prima, però, di aver siglato la rete del pareggio. Uno scontro di gioco gli costò la rottura di tibia e perone e, soprattutto, una lunga assenza dal terreno di gioco durata oltre 15 partite. “Tornerò presto a darvi una mano, ma la Salernitana è grande anche senza di me”, scrisse in una lettera indirizzata ai compagni all’indomani del brutto incidente. Un gesto che, sebbene avesse compiuto 19 anni da poco, evidenziò la grande umiltà e la stoffa del campione.

I successi al Milan e la vittoria dell’Europeo

Negli anni seguenti, Pierino Prati si consacrò come uno degli attaccanti più forti della storia del calcio italiano. Col suo Milan vinse tutto, spesso in coppia con il grande Gianni Rivera. Appena ventiduenne, fu il primo a firmare una tripletta in una finale di Coppa dei Campioni, vinta dal Milan contro l’Ajax. L’anno precedente, nel ’68, si laureò campione d’Europa con la Nazionale e vice-campione del mondo due anni dopo in Messico. Dopo aver fatto incetta di trofei con la maglia rossonera, chiuse la carriera al Savona, non prima di aver giocato, e segnato, con le maglie di Roma e Fiorentina.

Il ricordo dei tifosi

Tanti, a Salerno, i messaggi di cordoglio e i ricordi speciali legati alla sua figura, specie da chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare con la maglia della Salernitana. Queste alcune testimonianze, riportate questa mattina dal quotidiano Le Cronache, di alcuni tifosi storici della “Bersagliera”. Ricorda Adolfo Gravagnuolo: «Prati era dotato di una classe immensa. Ricordo come se fosse ieri il suo primo gol al Vestuti, di testa, contro il Chieti. E’ il calciatore, ex Salernitana, che insieme a Gattuso ha vinto tantissimo in campo internazionale». 

Commosso anche il ricordo di Salvatore Orilia: «Di lui non si può che parlare bene su ogni aspetto, sia umano che calcistico. Ricordo che, purtroppo, l’anno successivo non fu riscattato per pochi soldi e fu mandato, dal Milan, in prestito al Savona, con nostro grande rammarico. Negli anni successivi, quando gli capitava di ritornare a Salerno lo faceva sempre molto volentieri perché la città e la sua gente gli erano rimasti nel cuore».

Un grande uomo, dunque, prima che uno straordinario calciatore. Un aspetto sottolineato anche da Vito Giordano, che racconta anche un simpatico aneddoto legato alla sua figura: «Avevo 15 anni, e all’epoca giocavo nella Salernum, la seconda squadra cittadina, e contemporaneamente facevo il raccattapalle per la Salernitana. Nel corso del tempo, diventai una sorta di collaboratore del compianto Bruno Carmando. E così, quando Prati svolgeva la riabilitazione dopo il bruttissimo infortunio che ebbe a Torre Annunziata, io davo una mano a lui e a Bruno. Ricordo che lui si appoggiava a me mentre saliva e scendeva i gradoni del vecchio Vestuti, e lui in cambio mi portava al bar o mi faceva dei regalini. Porterò per sempre con me un bellissimo ricordo sia del calciatore, ma soprattutto dell’uomo». 

Il cordoglio della redazione di Salernosport24

In queste ore, sono stati tanti i messaggi di cordoglio di ex compagni, tifosi, addetti ai lavori o semplici appasionati di calcio come segno evidente di profonda stima. Un cordoglio al quale, con il cuore, sente di unirsi anche la redazione di Salernosport24. Addio ad un uomo eccezionale, un bomber di razza, una stella che ha brillato in tutte le squadre in cui ha giocato e che, da questo momento, continuerà a brillare da lassù. Che la terra ti sia lieve… Pierino.

SalernoSport24

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