Pallanuoto ancora in attesa delle decisioni della Federazione

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La Federazione Italiana Nuoto ancora in alto mare per quanto riguarda la pallanuoto. Si resta in attesa della decisione  circa l’inizio del campionato rinviato il 3 ottobre, quello maschile, e 10 ottobre quello femminile.

Pallanuoto in attesa della Federazione

Dopo ulteriori approfondimenti avvenuti nei giorni scorsi anche con le autorità competenti, la Federazione Italiana Nuoto ha tenuto due riunioni in call conference. Si è giunti ad una decisione, in accordo con tutti i presidenti delle società di serie A1 e A2 maschili iscritte ai campionati di pallanuoto.

Oggetto delle riunioni,  illustrare e condividere diverse soluzioni che consentano il regolare svolgimento dei tornei nel pieno rispetto delle normative a tutela della salute.

Oltre al presidente Barelli, la Federnuoto è stata in riunione con tutti i consiglieri federali di settore. Dal responsabile della commissione medico-scientifica Marco Bonifazi, dal medico responsabile delle squadre nazionali Giovanni Melchiorri e dal commissario tecnico del Settebello Alessandro Campagna.

Protocollo e condotta per la disputa del torneo

Per quanto riguarda la serie A1 valutate tre ipotesi allo studio.  Tutte, però, ancora da verificare. Ovviamente tutte le parti coinvolte – società, arbitri, delegati, personale di servizio – dovrebbero attenersi ad un rigido protocollo di condotta e di controlli.

Per quanto riguarda l’A2, invece, la revisione del campionato potrebbe comportare la divisione delle società iscritte in quattro gironi composti su base regionale per semplificare le trasferte e limitare la probabilità di contagio.

Le parole del presidente della Federazione

Le dichiarazioni del presidente Paolo Barelli:

«Con le attuali norme e lo sviluppo dell’epidemia sarà molto difficile che i campionati a squadre possano svolgersi regolarmente. Noi stiamo cercando le migliori soluzioni possibili, condividendo opinioni, simulazioni e ipotetici format con società, parti coinvolte e organi preposti. Potrebbe non bastare, ma abbiamo l’obbligo etico ed istituzionale di assicurare prospettive ed obiettivi ai nostri atleti e a tutti i tesserati a tutela degli investimenti dell’intero movimento».

Sulle istituzioni:

«Il governo deve affrontare la questione con risolutezza e porre in essere misure a favore dello sport in termini sia economici sia pratici. L’intero sistema sportivo italiano rischia la paralisi».


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