M. Drago in Esclusiva a SalernoSport24: “Djuric gioca anche palla a terra”

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Drago: “La Salernitana? Una squadra molto solida”

Periodo d pausa del campionato. Poi, nel prossimo turno toccherà alla Salernitana mordere il freno. Colantuono è chiamato ad un tour de force al contrario, ovvero riuscire a mantenere tutti sulla corda. D’altra parte rientreranno tanti giocatori fuori per piccoli acciacchi. Noi di SalernoSport24 abbiamo contattato Massimo Drago. L’ex allenatore di Crotone e Cesena conosce bene quello che dovrebbe essere l’attaccante designato dei granata ma che ancora non riuscito a caricarsi la squadra sulle sue larghissime spalle.

Salve mister. Nel suo passato c’è tanto Crotone e poi Cesena, l’ultima panchina sulla quale ha seduto. Cosa è successo?

“È successo che il primo anno, con molti ragazzi, mi fu chiesta la salvezza e, invece, riuscimmo a centrare i play-off, e facemmo anche oltre dieci milioni di plusvalenze “vere”. Il secondo, nonostante la rosa si fosse indebolita, si pensava di poter andare in serie A e, purtroppo, i risultati non mi accompagnarono. Diciamo non fui neanche molto fortunato in alcune partite in cui il risultato mutò negli ultimi minuti”. 

Ha grande conoscenza di come si cresce un calciatore, con la lunga esperienza dalle giovanili del Crotone. Oggi, specie in Serie B, non sembrano tante le squadre che attingono dal vivaio. Si sta spendendo ancora troppo all’esterno anziché in casa. Da addetto ai lavori vede un miglioramento rispetto al passato o stiamo andando incontro all’ennesimo flop del movimento calcio?

“Purtroppo non vedo nessun miglioramento per quanto riguarda il calcio in generale, basta guardare quello che è successo quest’anno in B. Si sta facendo di tutto per allontanare la gente dagli stadi con orari che cambiano ogni settimana. Sotto l’aspetto tecnico è difficile pensare ad una programmazione nel calcio se non si riporta l’allenatore al centro del progetto; se ne cambia almeno uno a settimana quasi. E c’è da dire che, per paura, lo stesso allenatore difficilmente punta sui giovani. Fino a qualche anno fa il progetto per molte società era: mantenimento della categoria, valorizzazione dei giovani ed esprimere un buon calcio, adesso tutti vogliono vincere”. 

A proposito di giovani: a Crotone avevi Sprocati, che poi a Salerno è diventato tra i migliori calciatori della B. A Parma, invece, solo panchina. Per lui appena 12 minuti al San Paolo. Troppo acerbo per la massima serie o si è inceppato qualcosa nel processo di crescita?

“Per quanto riguarda Mattia (Mattia Sprocati, ndr) penso che sia un ragazzo di grande prospettiva anche se non più molto giovane. Probabilmente gli avrebbe fatto giovamento un altro anno di Salernitana per confermare l’ottimo campionato dello scorso campionato e, magari, cercare di raggiungere la serie A con i granata visti i buoni propositi”. 

Anche a Cesena ha allenato tanti ex della Salernitana, Ragusa, Improta, Perico, Gomis. Di questi quale la impressionò di più?

“Sicuramente Alfred Gomis fra questi è stato il giocatore di miglior talento; arrivò a Crotone che era alla sua prima esperienza con i grandi ma già da subito mi dimostrò di essere un giovane di grandissimo avvenire. A 18 anni diventò titolarissimo in Serie B, cosa impensabile in questi ultimi anni soprattutto nel ruolo di portiere. Devo dire però che anche Perico e Ragusa mi diedero moltissimo nella mia esperienza a Cesena. Purtroppo Riccardo lo persi alla prima amichevole per infortunio e restò fuori tutta la stagione. Sono sicuro che con le sue qualità avremmo avuto più chance per andare in serie A”. 

A Cesena ha allenato anche Djuric che, con la maglia granata, sta trovando non poche difficoltà. Che idea si è fatto?

“Per quanto riguarda Djuric è un giocatore che, inizialmente e per la sua stazza fisica, entra in condizione un po’ più tardi; io  l’ho avuto a Crotone quando sono subentrai e trovò poco spazio. Non  era tanto per colpa sua ma perché, con la sua presenza in campo, la squadra diventava pigra nella costruzione del gioco, e la prima cosa che faceva era buttare palla in avanti per lui e a me questo tipo di gioco non piaceva. A Cesena lo trovai cambiato, abbiamo avuto la possibilità di lavorare insieme sin dal ritiro e imparò a giocare con i compagni anche con palla a terra. E’ un giocatore molto generoso che riesce a far giocare bene la sua squadra, purtroppo non un goleador da 20 gol”. 

È la Serie B più equilibrata degli ultimi anni. Alla fine il distacco dalla prima all’ultima non sarà tanto. E anche lo spettacolo non ne beneficia. Quale squadra le piaciuta di più?

“Indubbiamente proprio perché ormai il risultato è alla base di tutto si fa fatica a vedere bellissime partite. La squadra che mi piace per identità ed espressione del calcio è, oltre al Pescara, il Lecce. Una compagine molto propositiva quando è in possesso palla, anche se magari per lo stesso motivo subisce qualche gol di troppo”.

L’anno scorso Caputo, quest’anno Donnarumma?

“Beh, direi che anche Donnarumma ormai è una certezza per il campionato di B. L’anno scorso è andato in doppia cifra nonostante nel finire di campionato ha saltato alcune gare per infortunio”. 

Come vede la Salernitana?

“Li ho visti giocare a Crotone e mi è sembrata una squadra molto solida dove per settanta minuti praticamente non è stata mai impensierita dal Crotone. Subisce pochi gol e si sa che i campionati li vince chi prende meno gol. Hanno in Bocalon un giocatore da doppia cifra, per cui penso che se dovessero centrare i play-off, come presumo, diventerebbero i favoriti per il salto di categoria. Parlo di play-off perché le situazioni in cui le squadre soffrono una minor pressione e, concentrando l’attenzione sui play-off, potrebbe essere un’arma a favore della squadra di Colantuono”.

SalernoSport24

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