Enrico Gallozzi, una storia di vent’anni al timone della Rari Nantes Salerno

enrico-gallozzi
Funshopping.it - il marketplace amico dei commercianti

Vent’anni in un battito, quelli che ha portato la famiglia Gallozzi a guidare la Rari Nantes Salerno. Abbiamo intervistato l’imprenditore che a Salerno ha fatto le fortune dei giallorossi e non solo.

Enrico Gallozzi: “Siamo tifosi della Salernitana”

Salernitana e… Gallozzi? Un matrimonio che non esiste. La nostra ultima domanda parte da una indiscrezione che lo scorso anno aveva accompagnato le fantasie della Salerno calcistica. Ma è dalla Curva Sud Siberiano che inizia la storia di un campionato entusiasmante, quello della Rari Nantes. Sotto una delle curve di uno stadio di calcio più belle d’Italia c’erano loro, Gallozzi e i suoi ragazzi. E i tifosi sportivi di Salerno fieri di una squadra salernitana nel massimo campionato di pallanuoto, urlavano il nome della Rari Nantes Salerno come se fossero loro i protagonisti di quella giornata di calcio di metà settembre (16 settembre 2020. Salernitana-Benevento 0-1, ndr). 

La famiglia Gallozzi a Salerno

La famiglia Gallozzi mette piede a Salerno nel 1952 avviando un processo di crescita e sviluppo nell’esportazione di prodotti agroalimentari con la blu economy. Oggi controlla l’85% dei container che circolano nel porto di Salerno, e partenership con le più importanti aziende nel mondo oltre che sedi in Turchia, a Shanghai e in Inghilterra. Ai Gallozzi si deve la costruzione del Marina d’Arechi.

Vent’anni d’amore con la rari Nantes Salerno. Come è nata questa passione?

enrico-gallozzi
Enrico Gallozzi

«La storia iniziò un po’ prima. Salerno aveva dato tanto alla nostra famiglia in termini economici, avendo avuto la possibilità di costruire qui la nostra economia. Ci sembrava giusto ripagare in qualche modo. Entrai quindi come vice-presidente per dare una mano quando alla guida c’era Postiglione. Nel 2000, ne presi il controllo… è iniziata così». 

Da quando è alla guida della Rari, è cambiato qualcosa. C’è una cantera che produce ogni anno giovani di qualità per la prima squadra.

«La prima squadra è la l’ultima espressione agonistica di tutto ciò che facciamo. Abbiamo corsi di acqua gym, così come categorie Master. I nostri corsi abbracciano tutte le categorie giovanili, iniziamo già dagli Under-9. Quando un bambino ha già imparato i quattro stili (libero, dorso, rana e farfalla, ndr), partiamo con i primi rudimenti della pallanuoto. Poi c’è chiaramente una selezione naturale, capisci quando puoi insistere e quando no. Così facendo stanno uscendo fuori soddisfazioni enormi, come le vittorie nel campionato Under-20 e i ragazzi che si sono uniti alle selezioni nazionali collegiali». 

Il primo campionato di A1, seppur fermato sul più bello, ha dato prova che i giallorossi ci possono stare con i grandi.

«Una soddisfazione enorme, quella di quando sai di aver fatto un bel lavoro. E, soprattutto la conferma di avere un gruppo di bravi ragazzi e pallanuotisti. Nell’arco di questo campionato abbiamo ben figurato, assestandoci tra il quinto e il settimo posto. Alla “Vitale” poi abbiamo visto il meglio della pallanuoto mondiale. Quando c’è stata la Pro Recco a Salerno, l’intera giornata è stata un evento con i tifosi che si facevano le foto con i pallanuotisti. E poi ricevere i complimenti dell’allenatore Ratko Rudić a bordo vasca, alla fine del match, ci ha riempiti di orgoglio».

E proprio parlando di programmazione, il giorno dopo l’annuncio ufficiale della chiusura della stagione 2019-2020, avete iniziato a pensare al futuro.

«Ci è rimasto l’amaro in bocca per come è finita… avremmo guadagnato sicuramente un posto nelle prossime coppe europee. Ora vogliamo migliorarci. Prima di tutto stiamo passando alla conferma dei giocatori. Del prossimo gruppo purtroppo non ne farà parte Cristian Gandini, una persona speciale con il quale ho un rapporto personale. Sulle scelte tecniche però agiscono mister Citro e il DS Rampolla. Ma questo dà prova di quanto la Rari Nantes sia una famiglia. Non posso quindi che augurare il meglio ad un ragazzo del genere». Ce anche un Gallozzi in acqua… ha mai sofferto gli sfottò dei compagni? «Daniel sa che questo è lo scotto che deve pagare. Lo sfottò ci sta, ma arriva da un gruppo che è prima di tutto fatto di amici».  

Lo Sport salernitano ultimamente si sta facendo sentire come mai in precedenza: due squadre in massima serie, l’Indomita che aspetta la promozione, e anche le squadre del basket si sono fatte sentire. Insomma, non c’è solo la Salernitana. La Rari fa parte di un movimento che sta portando in alto il nome di Salerno. 

«La Rari Nantes porta con orgoglio il nome della sua città. Salerno è come un marchio di fabbrica. È molto bello e positivo quanto si sta facendo e siamo orgogliosi di far parte di un movimento sportivo che porta in alto il nome di Salerno… come le ragazze della PDO, una squadra salernitana tra le più titolate in Campania, e in Europa. Soprattutto perché lo Sport fatto con tenacia, porta in sé dei valori di crescita. A Salerno non c’è quindi solo la Salernitana».

A proposito di Salernitana… un paio di anni fa il suo nome fu accostato ai granata. Quanto c’era di vero? Ha mai avuto un desiderio nascosto di misurarsi con il calcio?

«Mai stata così lontana dalla verità una cosa del genere. So che è circolata questa voce, ma non sapremmo proprio come si gestisce una squadra di calcio. Siamo tutti tifosi della Salernitana e speriamo che arrivi un giorno la Serie A, e che ci possa rimanere. Salerno non ha nulla da invidiare ad altre piazze che da anni vivono la massima serie. Spero che l’attuale proprietà, o chi ne verrà, potrà soddisfare il desiderio della piazza».  

SalernoSport24

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: