Francesco Saggese: “La nostra casa editrice punta sui giovani di Salerno”

Francesco Saggese
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Intervista all’editore, nonché collega giornalista, Francesco Saggese. Viaggio tra i sogni e gli obiettivi futuri della Saggese Editori con un pensiero, immancabile, rivolto alla passione smisurata per la maglia granata.

Francesco Saggese… e il suo amore per Salerno

Una vita divisa tra la penna in una mano… e la sciarpa granata al collo. Con queste parole è possibile riassumere, sommariamente, il percorso di vita del giornalista e, da pochi giorni, editore Francesco Saggese. Domenica 17 novembre, infatti, il collega di aSalerno.it ha coronato il suo sogno di aprire una casa editrice nella città che gli ha dato i natali. Un sogno coltivato fin da bambino e che, soprattutto, voleva realizzare con forza proprio nella sua Salerno. Come ogni salernitano che si rispetti, insieme alla passione per la scrittura, ha sempre coltivato anche la passione per la Salernitana, girando l’Italia, da semplice tifoso e da giornalista, in lungo e in largo a sostegno dei colori granata. Ecco, a seguire, il contenuto dell’intervista:

Ciao Francesco. Innanzitutto, da dove nasce la Saggese Editori?

«Il progetto è nato principalmente dalla voglia di proporre qualcosa di nuovo nella città di Salerno. Inoltre, oltre che per la passione per i libri, è nato anche per dare la possibilità a tanti autori emergenti di poter ottenere delle pubblicazioni. Ci tengo a precisare che la Saggese Editori non è una casa editrice a pagamento, in quanto tende a valorizzare l’autore soprattutto per la sua bravura”.

Oltre che appassionato tifoso della Salernitana sei anche un collega. Quanto ti ha portato lontano la passione per la maglia granata?

«Seguo la Salernitana da quando ero bambino. La Salernitana, per noi tifosi, è un segno distintivo. Inoltre, essendo il calcio anche un momento di aggregazione, mi ha anche dato la possibilità di ampliare le conoscenze in un settore, quello del tifo, che a volte viene dato per scontato, ma che invece rappresenta il bello dello sport».

Cosa metti al primo posto delle tue preferenze, prima i libri o il giornalismo?

«L’editoria e il giornalismo sono due lavori relativamente simili che, però, viaggiano su due binari differenti. A questo punto, mi viene da dire che preferisco l’editoria, in quanto è un settore su cui ho scommesso tanto. Spero di raggiungere più risultati possibili perché è un’esperienza gratificante, specie per un ragazzo di 28 anni come me. Il giornalismo, comunque, lo colloco sempre tra le prime passioni e, inoltre, è stato il primo lavoro che ho svolto e che continuo a svolgere».

Quali sono i prossimi lavori in programma dopo la tua prima pubblicazione con l’autore pugliese Piero Bagnardi?

«I progetti in cantiere sono tantissimi. Per le prossime pubblicazioni direi di lasciare un punto interrogativo per non svelare la “sorpresa”. Posso soltanto anticipare che sarà pubblicato un libro di un noto autore salernitano».

Dopo un ottimo avvio, il rendimento della “Banda Ventura” è vertiginosamente calato. A tuo parere, la Salernitana può ambire ad un piazzamento nei play-off, oppure assisteremo all’ennesimo campionato fotocopia degli ultimi anni?

«Ogni anno sembra di rivivere sempre la stessa storia. In ogni caso, non mi sento di addossare colpe a Gian Piero Ventura, perché resta comunque un allenatore di esperienza che, oltre alla Nazionale, ha allenato in piazze importanti. Ragionando da tifoso e non da sportivo, mi auguro che la Salernitana possa ambire ai piani alti della classifica, magari arrivando, un giorno, in quella Serie A che manca ormai da oltre 20 anni. Purtroppo, si sa che ci sono diverse dinamiche da tenere in considerazione. Abbiamo perso molti punti nei minuti di recupero, a mio parere non per sfortuna ma per difficoltà oggettive. Resto scettico, ma da tifoso spero sempre il meglio».

SalernoSport24
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