Feldi Eboli a lavoro, parla il tecnico Alberto Riquèr

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Alberto Riquèr | ph: LuciDistortePhoto

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Alberto Riquèr sta preparando con il suo staff il campionato della Feldi Eboli. Un programma fatto di intense sedute tecnico-tattiche.

Riquèr prepara la Feldi Eboli

Tanto lavoro per le foxes agli ordini di mister Riquèr e del suo staff. E presto anche gare amichevoli al PalaSele, a porte chiuse. L’allenatore spagnolo si apre ad un lungo dialogo con l’ufficio stampa dei gialloblù.

Riquèr, tecnico giramondo

Tante esperienze per il 46enne tecnico spagnolo, sia da giocatore quanto da allenatore. E alla fine arriva la Feldi sul piatto delle scelte. Ecco le sue parole.

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Pubblicato da FELDI EBOLI C5 su Mercoledì 9 settembre 2020

Mister Riquer come si vive questa ripartenza? Tutto ciò influisce sulla tabella di marcia precampionato?

«Purtroppo è una situazione nuova e difficile per tutti. Da 4/5 mesi ogni giorno, ogni settimana non sappiamo cosa può succedere e ogni singolo giocatore vive una situazione diversa in base al paese d’origine. Però ho detto ai ragazzi di dover essere felici, perché abbiamo la possibilità di allenarci e di toccare la palla e questo per noi deve essere positivo. Non dobbiamo guardare a questa situazione con negatività».

Il pubblico di casa è sempre stato l’uomo in più, come restituire alla squadra tale adrenalina?

«Difficile sopperire all’assenza di pubblico, i tifosi sanno quanto sono importanti per noi, ma purtroppo questa situazione ha colpito tutti. Ma noi siamo dei professionisti e dobbiamo fare il nostro lavoro, nonostante sarà difficile. Dobbiamo concentrarci e dare il massimo tutti insieme, anche per il nostro pubblico che non ci sarà”.

La scorsa stagione la Feldi Eboli occupava la 5ª posizione in classifica. Cosa occorre ad una squadra per crescere ancora?

«Il nostro obiettivo deve essere quello di aver sempre voglia di migliorare, questo è fondamentale. Questo deve essere un obiettivo condiviso da tutti: società, giocatori e allenatore. Solo così una squadra può crescere di anno in anno. Allenare qui è una grande responsabilità, ma io amo avere questo tipo di pressioni perché mi spingono a cercare di fare sempre meglio”.

Madrid, Londra, Tokyo, Eboli. Cosa l’ha convinta nella scelta del progetto rossoblù?

«Sono ancora più contento del giorno in cui ho accettato questo incarico. La Serie A italiana è un campionato molto competitivo, tra i migliori in Europa e un movimento che continua a crescere. Sicuramente la serietà della società e, soprattutto, del presidente hanno fatto la differenza nella mia scelta. Ho avuto altre proposte e la possibilità di poter firmare anche con altri club italiani, ma le società non mi hanno trasmesso la stessa fiducia e professionalità che ho sentito dalla Feldi Eboli”.

Quali caratteristiche sono comuni al futsal in Europa e quali totalmente opposte?

«Io sono stato per anni in Spagna, dove c’erano le squadre e la Nazionale più forte. Viaggiare mi ha consentito di non restare nella mia zona di comfort, ma di mettermi alla prova con culture e tradizioni differenti. Ogni campionato è diverso e bisogna adattarsi di volta in volta a situazione nuove. La cosa fondamentale è capire e conoscere il gioco, che è la base per poter lavorare bene ovunque”.

È soddisfatto del lavoro fatto con la dirigenza?

«Si sono molto soddisfatto. Ho parlato spesso con la società e sono felice dei giocatori a disposizione. In questo mondo ogni stagione arrivano giocatori nuovi, le cose cambiano sempre e questo da una parte è positivo dall’altra no. Positivo perché le novità portano qualcosa di nuovo e diverso alla squadra. Negativo, perché di conseguenza sei costretto a dover ricominciare il tuo lavoro da capo”.

La Feldi Eboli in serie A ha conosciuto tre allenatori in altrettante stagioni, si augura di aprire finalmente un ciclo più duraturo?

«Sapevo di questa situazione ma non è una cosa a cui penso al momento. Per ora mi concentro solo sugli allenamenti e se alla fine di questa stagione continueremo insieme vuol dire che saremo tutti contenti. Società, tifosi e il sottoscritto”.

C’è chi mette in primo piano lo spirito di squadra, chi predilige la tattica, chi persegue il bel gioco. Lei ha già in mente come far giocare la squadra? Quali crede siano gli aspetti principali per un team di successo?

«Voglio una squadra che lavori insieme come un’unica cosa. Una squadra equilibrata in modo da poter fare maggiore rotazione possibile durante le partite. Abbiamo le nostre idee di attacco e difesa, ma tutto deve partire dal gruppo, in modo da poter ruotare e mantenere sempre alto il livello di gioco”.


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