Federica D’Amico: le parole del pivot su Salerno, Spartak e Nazionale

Federica D’Amico, laterale pugliese classe 2001 ex Salernitana, ha firmato, nelle settimane scorse con le casertane dello Spartak.

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Federica-D'Amico

Federica D'Amico

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Nuova avventura per Federica D’Amico, pivot pugliese che in questa stagione, in Serie A2, vestirà la maglia rossonera dello Spartak. La calcettista, originaria di Taranto,  è a disposizione del quintetto casertano guidato dal tecnico Lanteri, e capitanato da Antonella D’Angelo. Per la diciannovenne, ex Grottaglie, si tratta di un ritorno in Campania, visto che aveva vestito, in precedenza, già la maglia della Salernitana. Abbiamo raggiunto, per qualche battuta, Federica D’Amico a pochi giorni dallo start ufficiale del nuovo torneo di Serie A2 di calcio a 5 femminile.

Come è nata la passione per il calcio per Federica D’Amico?

 “La passione per il calcio mi è stata trasmessa da mio fratello Simone. Da piccola i miei genitori mi portavano sempre in giro a vedere le sue partite, e da lì non ho saputo più fare a meno del calcio. Ho iniziato col calcio a 11, fino ai miei 13 anni ho giocato nella squadra del mio paese con soli ragazzi”.

 Sei approdata giovanissima a palcoscenici importanti del calcio a 5. Ti aspettavi di arrivare cosi preso a certi livelli?

“La prima esperienza con il futsal risale all’annata con il Città di Taranto,  prima in C1 e poi in A2. Avevo solo 15 anni ed è stata un emozione unica partecipare cosi giovane a un campionato così importante. Dopo sono stata felice di giocare con le maglie della Salernitana e del Grottaglie, sempre in A2“.

Vedi tante ragazze oggi approcciarsi  al mondo del calcio femminile?

Ho avuto la fortuna di calcare già da piccola campi importanti e di giocare con gente di un certo livello. In tutta onesta, a mio avviso, 4-5 anni fa le opportunità per noi ragazze erano molto meno di quelle di oggi. Ci si può avvicinare più facilmente a questo sport , per le giovani calcettiste o calciatrici, scuola calcio e prime squadre non mancano. Ma man mano il calcio femminile si sta evolvendo, sta acquistando visibilità e questo mi fa ben sperare”.

 Una delle tappe della tua carriera è stata Salerno. Che stagione è stata quella in granata e che ricordi porti di quel campionato?

Della stagione a Salerno potrei scrivere pagine e pagine. La prima esperienza lontana da casa è sempre la più difficile, ma è anche quella che ti lascia più ricordi a livello affettivo. Nonostante le mille difficoltà varie incontrate   non dimenticherò l’anno trascorso a Salerno, ne le mie compagne di squadra o la società. Ognuno di loro mi ha trasmesso e lasciato qualcosa che porterò sempre con me. Salerno per me è stata casa mia, e continuerà ad esserlo sempre”.

La tua carriera si è divisa tra Campania e Puglia, cosa accomuna calcisticamente e quali differenze hai trovato in queste due regioni?

“Quando penso alla Puglia e alla Campania non mi soffermo quasi mai sulle differenze tra queste due regioni, quanto sulle similitudini. La gente è calda e carnale, in Campania come anche in Puglia chiunque si sentirebbe a casa“.

Adesso ti accingi a questa nuova esperienza con lo Spartak quanta voglia hai di ripartire e cosa ti ha spinto a sposare questo nuovo progetto?

Non vedo l’ora di iniziare questa nuova stagione con lo Spartak. Il loro progetto mi ha da subito colpita, perchè si è dimostrato al quanto ambizioso nonostante fosse una squadra neopromossa. Sarà una bella sfida giocare per la prima volta nel girone C, sarà un esperienza nuova ma sono sicura che comunque andrà sarà una vittoria. Mi sono ambientata da subito, trovandomi alla grande con le mie nuove compagne di squadra e con la società“.

Sei entrata nel giro delle rappresentative giovanili dell’Italia. Che emozione è ricevere questo tipo di chiamate e quanta fiducia ti danno per il tuo futuro?

La Nazionale è il sogno di ogni calciatrice, ci sono emozioni che non si possono descrivere a parole e questa è una di quelle. La prima chiamata ricevuta è stata a 15 anni, non me lo aspettavo per niente, neanche lontanamente, successivamente ne ho ricevute altre, la più recente a novembre. Ogni volta è un emozione nuova, è così gratificante giocare per la mia Italia ma allo stesso tempo questo mi spinge a dare sempre il massimo.  Non ti regala niente nessuno e tutto quello che desideri, che sogni, te lo devi andare a prendere con la forza. Quando si desidera davvero una cosa lo sforzo, i sacrifici, diventano un piacere“.

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