L’infortunio di Zaniolo e le riflessioni del dottor Pesce

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L’infortunio capitato allo sfortunato Niccolò Zaniolo ha aperto fior di dibattiti ai quali anche il dottor Emilio Pesce ha partecipato. Lo stesso chinesiologo ne ha discusso nel corso della puntata di Destinazione Sport a Radio Castelluccio il 14 settembre.

L’infortunio di Niccolò Zaniolo, l’opinione del dottor Emilio Pesce

Nuovo appuntamento con il dottor Emilio Pesce. Sempre attento a ciò che accade nel mondo dello Sport, il dottore si è espresso circa l’infortunio che ha privato la Roma e la Nazionale del calciatore. Niccolò Zaniolo, è il figlio di Igor, attaccante della Salernitana nel 2005. Nel corso dell’ultima gara in maglia azzurra il ginocchio destro del giocatore ha ceduto, costringendolo ad una nuova operazione dopo quella in seguito all’infortunio del 12 gennaio scorso.

I precedenti

La storia del pallone è ricca di episodi di questo genere, calciatori strappati all’Olimpo del Calcio da infortuni apparsi quanto meno ‘strani’ su atleti recidivi. Lo stesso Niccolò aveva subito un infortunio alla gamba opposta sei mesi prima. Giocatori come Ronaldo – ‘O Fenomeno – oppure Maradona hanno subito la stessa sorte tornando anche più forti e continuando a vincere. Altri, come Marco Van Basten, a metà degli anni, e Giuseppe Rossi si sono visti minare la carriera.

Come e dove intervenire, perché?

Qui interviene la discussione che il dottore Emilio Pesce analizza, e parte da una premessa in cui: “Esprimo la mia solidarietà nei confronti del calciatore”. Per poi andare all’attacco: “Si è scelto di bruciare le tappe e questi sono i risultati. Alla Roma non è la prima volta che si verificano recidive di questo tipo. Sono tanti gli esempi degli ultimi anni come Arkadius Milik e Leonardo Pavoletti”.

Nello specifico: l’infortunio a Niccolò Zaniolo

Emilio Pesce parte da un punto preciso, sfortuna o metodologia di recupero?

«Per Niccolò Zaniolo è il secondo infortunio al legamento crociato anteriore in nove mesi, non lo stesso ginocchio. Cinque mesi fa il rientro lampo per l’Europeo. Ho letto molti articoli i quali si esprimevano sulla tipologia di questo infortunio, frutto del caso e che non c’entrano i tempi di recupero o la preparazione. La tristezza sta nel fatto che molti leggeranno questo articolo e attribuiranno questo ‘incidente’ al frutto del caso. La scienza ci dirà tutt’altro, ovvero che un danno di questo genere, con le competenze giuste e le apparecchiature adeguate sarebbe stato evitabile». 

Ma andiamo a vedere la scienza cosa ci dice

Seguiamo dettagliatamente le fasi che ci indica il dottor Pesce sul fattore di guarigione e ripresa.

«I primi effetti biologici sul processo di guarigione del crociato anteriore si hanno alla quarta settimana post operatoria. Tale fase viene definita: fase di guarigione iniziale

Il processo di rimodernamento ha inizio tra la prima e la seconda settimana e la fase di proliferazione inizia dalla quarta, e avanti fino alla dodicesima settimana.

In questa periodo il neo legamento è meno resistente dal momento dell’impianto e continua a perdere forza meccanica fino alla sesta settimana».

La fase di legamentizzazione

Paweł Scheffler ha dimostrato, nel 2008, che le proprietà meccaniche delle articolazioni del ginocchio, ricostruite con ACL migliorano sostanzialmente durante la fase di legamento e raggiungono le loro proprietà massime finali a circa 1 anno.

Dottor Pesce:

«Le fibre di collagene ottengono la loro ri-organizzazione tra i sei e dodici mesi post operatorio. Il gruppo di Falconiero et al. hanno scoperto che ipercellularità e ipervascolarizzazione non erano tornate a controllare valori ACL intatti prima di 6/12 mesi con l’allineamento delle fibre ripristinato intorno ai sei mesi.

Sempre secondo l’evidenza scientifica, le proprietà del crociato non raggiungono nemmeno il 50-60% delle proprietà meccaniche di un legamento nativo in modelli animali (Janssen et al. 2014)

Alcuni autori hanno osservato che aree di necrosi della prima fase di guarigione tendono a sparire del tutto nel legamento tra gli 1 e 3 anni post intervento (Rougraff B. et al. 1993).

La scoperta di Falconiero et al.

Il gruppo di Falconiero et al. ha scoperto che ipercellularità e ipervascolarizzazione non erano tornate a controllare valori ACL intatti prima di 6-12 mesi con l’allineamento delle fibre ripristinato intorno ai 6 mesi.

La piena maturità istologica non è stata trovata prima di 12 mesi di guarigione (Falconiero et al. 1998).

La valutazione tramite risonanza magnetica della guarigione dell’innesto LCA entro 24 mesi dopo l’intervento è stata riportata in 11 studi.

Di questi studi, otto hanno riscontrato un aumento iniziale del segnale dell’innesto, con un picco a sei mesi dopo l’intervento, seguito da una sua diminuzione (Van Dyck P. et al. 2019).

Al contrario, tre studi hanno riscontrato una tendenza del segnale di innesto ad aumentare oltre i 12 mesi dopo l’intervento (Janssen RP et al.2014).

Falconiero et al. non hanno riscontrato differenze significative nell’aspetto istologico dei loro innesti di 12 mesi rispetto ai controlli, concludendo che: la legamentazione si verifica in un periodo di 12 mesi con un picco di maturità evidente a un anno.

Rougraff et al, dall’altro mano, ancora osservate aree di degenerazione, neovascolarizzazione e ipercellularità fino a tre anni dopo la ricostruzione.

Da quel momento in poi, questi autori descrivono gli innesti come “inattiviatee simili ai controlli ACL”.

-Abe et al. affermano che “l’innesto sta ancora subendo il processo di rimodellamento a 1 anno dopo l’intervento chirurgico”; tuttavia, questi autori non hanno studiato innesti di età superiore a 15 mesi.

La nutrizione

Se fossimo in grado di prescrivere la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico né in eccesso né in difetto, avremmo trovato la strada per per la salute (Ippocrate).

Le domande da porsi sono ?

  1. Quali sono state le valutazioni fatte al momento del post intervento chirurgico?
  2. Qual è stato il percorso riabilitativo/ rieducativo programmato?
  3. È stato valutato il lato sistemico e patogenico?
  4. Prima di far rientrare il calciatore in campo è stata fatta una valutazione finale? Se sì, come è stata fatta ed in base a cosa?

Un metodo ripartenza rieducativo

«La rieducazione funzionale non è passatempo ma scienza applicata. Così anche  l’allenamento, essendo un misto tra arte e scienza, usando gli strumenti per fare le giuste valutazioni.

I metodi e i carichi di allenamento durante la stagione, hanno un ruolo fondamentale. Analizzando attentamente i due infortuni non è presente alcun tipo di trauma diretto sul ginocchio. Avendo un’alta intensità di gioco che porta ad esasperare queste dinamiche, dove vengono generate  forze e carichi importanti sulle articolazioni ed un movimento sbagliato, può avere effetti disastrosi.

“Caro Niccolò se non ti fermi al semaforo rosso e ti investono non è sfortuna, in Serie a ed in Nazionale dicono di avere le apparecchiature e le competenze giuste, quindi sei stato solo sfortunato” dicono».

«L’occhiometro è soggettivo a differenza degli strumenti di misura che sono oggettivi in quanto abbiamo bisogno di dati e non di opinioni».

E poi conclude con una raccomandazione, un invito affinché ognuno faccia il proprio lavoro:

«Credo che sia arrivata l’ora ed il momento giusto che qualcuno si faccia da parte perché chi ci rimette è sempre l’atleta».

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Rieducazione funzionale LCA con strumento iso-inerziale

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Lesione LCA calciatore arto Dx (sano) in prima foto

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Seconda foto arto lesionato Sn valutazione iniziale

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Arto lesionato Sn recupero in corso

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Allenamento forza esplosiva reattivo con sistema isometriale

emilio-pesce-niccolo-zanioloChi è Emilio Pesce

Il dottor Emilio Pesce si è laureato in Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Ha inoltre conseguito il diploma di “Massaggiatore Sportivo” e la certificazione EREPS (Exercise Register of Exercise Professionals) – Esercizio Fisico adattato alle patologie. Iscritto all’Albo dei Chinesiologi, attualmente esercita la libera professione presso lo studio Get It Done sito in Mercato San Severino.

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