Coronavirus e calcio: il protocollo allenamenti di gruppo

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Un altro passo in avanti verso la ripresa della Serie A. Le distanze si sono accorciate dopo che il Comitato tecnico scientifico ha approvato il protocollo federale (ma rivisto e corretto dalla Lega di A di Paolo Dal Pino, e dal numero uno dei medici sportivi Maurizio Casasco) per la ripresa degli allenamenti di squadra: sì al regolare lavoro di gruppo, partitelle comprese, e poi giocatori liberi di rientrare a casa, senza ritiro forzato. La decisione sarà operativa non appena il governo restituirà il documento alla Figc e da qui alle società: se non si farà in tempo oggi, gli allenamenti collettivi riprenderanno da domani.

Si è arrivati al traguardo dopo settimane di lacerazioni tra le varie componenti istituzionali e sportive, strappi consumati e ricuciti. L’approvazione è stata un primo grande passo verso la ripartenza vera e propria della Serie A, fissata per il 13 giugno. Sul via libera agli allenamenti ha pesato l’opera di mediazione della Federazione Medico Sportiva e del suo presidente, Maurizio Casasco. Le correzioni apportate da Fmsi e Lega Serie A, rispetto al primo protocollo presentato dalla Figc, hanno convinto il Cts che ha allentato il nodo cruciale.

ll nodo quarantena, che tanto ha fatto discutere nelle scorse settimane, resta stretto. La richiesta dei club di procedere all’isolamento del singolo in caso di nuova positività è stata accettata. Ma a una condizione: il contagiato verrà isolato e gli altri potranno continuare ad allenarsi, ma solo nel ritiro blindato del proprio centro sportivo e senza contatti esterni. Una sorta di quarantena delle solite due settimane che, si verificasse a competizioni in corso, impedirebbe alle squadre coinvolte di scendere in campo.

SalernoSport24

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