Claudio Ferrarese: “Nel 2005 siamo falliti con gli stipendi pagati”

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Le parole dell’ex centrocampista granata Claudio Ferrarese nel corso della trasmissione Destinazione Arechi su Radio Castelluccio. Programma condotto da Francesco Di Pasquale e Lino Grimaldi Avino della redazione di SalernoSport24.it.

Destinazione Arechi su RCS75: ospite Claudio Ferrarese

Questa mattina, nel corso del programma Destinazione Arechi, in onda tutti i sabato alle ore 12 sulle frequenze di Radio Castelluccio (FM 103.2 e 92.8.), è intervenuto l’ex centrocampista della Salernitana Claudio Ferrarese. Queste alcune battute rilasciate in trasmissione dall’ex numero 7 granata.

Il ricordo della stagione 2004-’05

«Fu un inizio difficile. La squadra non era ancora al completo e con Ammazzalorso in panchina abbiamo faticato. Man mano, con l’avvento di mister Gregucci e di un paio di calciatori di spessore riuscimmo a risalire la china. Molti di quelli Salernitana, compreso me, l’anno dopo giocarono in Serie A. Ciò a dimostrazione di un gruppo molto valido, composto da calciatori di spessore e giovani di prospettiva che, con Gregucci, si sono ritrovati. Non voglio parlare male di Ammazzalorso, ma sicuramente con lui al timone mancava qualcosa dal punto di vista tecnico-tattico».

L’opinione su Angelo Gregucci

«Gregucci è un allenatore molto serio e preparato, e non a caso a Salerno ha fatto bene nelle prime stagioni. Mi dispiace che poi, l’anno scorso, le cose siano andate male, ma i ritorni sono sempre molto difficili, specialmente in una piazza calda ed esigente come Salerno. Non conoscendo le dinamiche interne al gruppo, immagino che anche lui abbia avuto delle responsabilità, ma certamente saranno state condivise con squadra e società. Gregucci, oltre che un grande allenatore, è un uomo di spessore».

Il pensiero su Gian Piero Ventura

«Ventura, per me, è stato un allenatore veramente importante. Con lui ho trascorso 6 mesi fantastici. Credo che sia uno degli allenatori più preparati dell’intero panorama calcistico italiano. Quando ho saputo che sarebbe venuto a Salerno mi ha fatto davvero piacere, anche perché ogni tanto, ancora oggi, mi capita di sentirlo. Mi ha insegnato tante cose che, prima di lui, nessuno aveva fatto. Sicuramente è l’uomo giusto per la Salernitana».

Il ricordo dell’esperienza in maglia granata

«A Salerno ho lasciato il cuore. Per me è stato un anno bellissimo, anche se sofferto. Appena posso, vengo sempre con piacere insieme alla mia famiglia. Non nascondo che, un domani, mi piacerebbe tornare a lavorare lì. Cullo questo sogno e chissà che magari non possa avverarsi. Salerno è una piazza che amo e che mi ha lasciato tanto. Nella mia carriera ho giocato in tante squadre, ma senza dubbio la Salernitana è speciale».

I rimpianti sul fallimento del 2005

«Sotto questo punto di vista, certamente ci sono grossi rimpianti. Avevo altri tre anni di contratto e, presumibilmente, l’anno successivo sarei diventato anche capitano. Mi è dispiaciuto tanto che sia arrivato il fallimento, anche perchè sono convinto che con quella squadra, insieme a qualche innesto, e quell’allenatore (Gregucci) avremmo potuto far bene. Sinceramente, fu un fallimento inaspettato e che non capiremo mai. Fu un giorno davvero triste. Eravamo in ritiro, e ricordo che, in fretta e furia, corsi a Salerno per prendere le ultime cose e partire. Si può dire che fu un fulmine a ciel sereno. Il presidente Aliberti, fino all’ultimo giorno, ci ha sempre rassicurato. Addirittura, prendemmo anche gli stipendi qualche giorno prima che fosse dichiarato fallimento. Certamente c’era qualcosa che non andava, ma nulla lasciava presagire ad un epilogo così brutale. Ad altre squadre fu concesso di dilazionare i pagamenti nel tempo, mentre alla Salernitana evidentemente no. Ho sempre apprezzato Aliberti, è una persona che voleva il bene della Salernitana. Certamente avrà fatto i suoi sbagli, ma ha dato tanto alla piazza portandola ad alti livelli».

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SalernoSport24

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