Centro Storico Salerno: il direttore generale Autuori sul difficile momento

Il dg del Centro Storico Salerno alimenta diversi dubbi sulla ripartenza: “Penso si debba fermare tutto e procedere secondo i risultati acquisiti sul campo”

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Siamo giunti, ormai, ad oltre un mese dallo stop forzato delle attività agonistiche. Resta alto lo scetticismo inerente alla possibile ripartenza dei campionati, sia professionistici che dilettantistici. Abbiamo raggiunto, per tastare il polso della situazione in casa Centro Storico Salerno, Vincenzo Autuori, direttore generale del team che milita nel gruppo D di Promozione.

Centro Storico Salerno, Autuori sul momento attuale

«Non si può negare che stiamo vivendo un momento particolare. Un periodo mai vissuto prima, anche rispetto alla traumatica ripresa post sisma del 1980. Ognuno ha poco tempo per pensare al domani calcistico, specie quello dei dilettanti. Attendiamo prima le decisione del calcio professionistico, vediamo se ci sarà una ripresa e come questa avverrà».

Il rapporto a distanza con i calciatori

«In questo periodo noi del Centro Storico Salerno cerchiamo di tenere vivo il contatto con i dirigenti e con i calciatori per lo più attraverso i telefonini. Chiediamo loro continuamente notizie sulla salute e sullo svolgimento dell’ attività motoria suggerita dal nostro staff tecnico. Ogni calciatore, sia juniores che di prima squadra ha ricevuto un programma personalizzato, utile a mantenere uno stato di forma accettabile, avendo un occhio particolare al recupero degli infortunati»..

La perplessità sulla ripartenza

«Per il futuro vedo molto scuro l’orizzonte calcistico dei dilettanti e vedo quasi impossibile una ripresa a breve dell’attività agonistica. Serve una precisa sicurezza sanitaria delle strutture, che al momento non può essere garantita. Servirebbero spazi doppi, rispetto a quelli attuali, per permettere a venti/ventidue atleti di praticare in spazi adatti e santificati il calcio agonistico.
Sulla scorta di quello che ho visto in questo campionato almeno la metà degli spogliatoi e dei servizi non sarebbero a norma. Per non parlare di quelli dei direttori di gara, spesso in spazi poco confortevoli e inadatti ad ospitare terne di entrambi i sessi. Per ripartire, penso che si debba fermare tutto e procedere secondo i risultati acquisiti sul campo. Poi consentire alle società di usufruire di particolari agevolazioni per le nuove iscrizioni e l’azzeramento dei debiti pregressi. Altrimenti, credo, molte realtà storiche dovranno ripartire dalle categorie più basse per non scomparire del tutto. Speriamo che vada tutto bene».

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