Arturo Di Napoli: “Allenare la Salernitana in futuro? È il mio sogno”

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Intervista ad Arturo Di Napoli, doppio ex di Salernitana ed Empoli. Ex bomber, ancora oggi, ricordato con affetto dalla torcida granata… e non solo.

Arturo Di Napoli: il bomber mai dimenticato

Primo anno da titolare in massima serie con l’Empoli, una promozione e una miracolosa salvezza in cadetteria con la Salernitana. Arturo Di Napoli è stato, senza dubbio alcuno, uno degli attaccanti più forti che sia mai transitato all’ombra dell’Arechi… ma anche in Toscana. Un calciatore dalla classe cristallina, nonché un bomber di razza, che ha saputo lasciare il segno in ogni piazza in cui ha giocato. Tutt’oggi, a Salerno, Re Artù è ancora molto ricordato ed apprezzato dalla tifoseria, ammaliata, a suo tempo, dai suoi gol e dalle sue giocate d’autore. Un’ammirazione dimostrata anche in occasione della festa del centenario, in cui l’ex numero 10 granata è risultato uno dei più acclamati dalla folla. Lacrime, brividi e anche un pizzico di nostalgia, per un atleta di livello assoluto che ha incantato l’intera Italia calcistica a suon di prodezze.

L’intervista

Venerdì si affronteranno due squadre che hanno fatto del suo passato. Cosa l’è rimasto delle due esperienze?

«Sono due squadre che ricordo con affetto ancora oggi perché mi hanno, in qualche modo, segnato entrambe. Seguo con trasporto le loro partite, e devo dire che un po’ mi dispiace quando si affrontano».

Crede che la Salernitana possa raggiungere e, successivamente, dira la sua nei play-off? E l’Empoli?

«La Salernitana ha dimostrato di avere una rosa giovane e competitiva, cresciuta in modo esponenziale sotto la guida di Ventura. Credo che sia in grado di recitare un ruolo da protagonista in questo finale di stagione. Per l’Empoli, la gara di Salerno rappresenta un crocevia importante in chiave play-off. Alla fine dovrà faticare per entrare nelle prime otto, ma le potenzialità per far bene ci sono tutte».

Play-off che, eventualmente, verranno giocati senza pubblico sugli spalti…

«Questo è, già di per sé, di una tristezza infinita. Nel caso della Salernitana, poi, rappresenta uno svantaggio non di poco conto. Conosco bene il potenziale dell’Arechi e so che può sempre dare una marcia in più alla squadra. É un vero peccato».

Da allenatore, come giudica il lavoro di Ventura?

«Ha fatto un grandissimo lavoro. Salerno è una piazza importante ed esigente, e lui ha saputo tenere botta quando c’era bisogno di farlo. Ventura è un allenatore dalle grandi doti e che non dà punti di riferimento a livello tattico agli avversari. Fin dal principio, ha sempre detto che questa squadra avrebbe potuto dare soddisfazioni, e devo dire che i fatti gli stanno dando ragione. Se questi ragazzi continueranno a seguire le sue idee, i suoi ritmi e i suoi codici tattici, nessun obiettivo è precluso».

A tutt’oggi lei è uno dei beniamini dei tifosi granata. Tornerebbe a Salerno sotto un’altra veste?

«Assolutamente sì, è uno dei miei sogni. Lavorerò sodo per arrivare a questo obiettivo. Sedere sulla panchina della Salernitana, senza dubbio, mi darebbe grandi emozioni e soddisfazioni. Prima, però, devo fare esperienza, cercando di migliorare e di crescere, ma Salerno è una “tappa” che è sempre nei miei pensieri».

Un saluto ai tifosi granata?

«Abbraccio tutti con immutato affetto. Loro sanno che li seguo sempre e che sarò legato per la vita alla piazza. Come ho detto qualche settimana fa a Sportitalia… Forza Salerno sempre!»

SalernoSport24

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