Home » Blog » Due magie, brividi e super Micai: la Salernitana è tornata

Due magie, brividi e super Micai: la Salernitana è tornata

editoriale

Ritorna a vincere contro l’Entella la Salernitana di Gian Piero Ventura. Non è stata impresa facile quella dei granata, che conquistano la seconda vittoria tra le mura amiche, la quinta stagionale.

Due magie, brividi e super Micai: la Salernitana è tornata

Due novità in formazione: titolari i giovani Pinto e Gondo, sarebbero stati tre se Dziczek non avesse alzato bandiera bianca nel riscaldamento. Salernitana poco fortunata da questo punto di vista. Partono bene i granata che approcciano bene alla gara e premono fin dall’inizio alla ricerca del vantaggio. I padroni di casa, tuttavia, non riescono a concretizzare la mole di gioco messa in opera, limitando ad una sola occasione (con la complicità dell’arbitro) le iniziative ospiti.

Ripresa di altro spessore in termini di spettacolo: accade tutto negli ultimi 10 minuti. Maistro, partito titolare per il forfait delmefisno polacco, interrompe l’incantesimo e fa esplodere l’Arechi direttamente da calcio piazzato. Pochi istanti dopo è Jallow a sorprendere tutti con una magia da 30 metri. Le paure solite però non mancano: i liguri accorciano e vanno vicinissimi al clamoroso pari per effetto di un pasticcio in disimpegno. Micai risponde presente con un secondo intervento prodigioso dopo quello del primo tempo confezionato dall’arbitro Dionisi, che non fischia un fallo di Schenetti a metà campo.

Un limite molto probabilmente mentale quello mostrato dalla Salernitana, capace ancora di subire gol negli istanti finali del match. Emerge la cosiddetta “paura di vincere”, quell’insicurezza che lascia spazio alle iniziative degli avversari e congela la personalità dei padroni di casa.

Verso la Cremonese

In conclusione più luci che ombre sulla prestazione, arrivano tre punti che consentono alla truppa di Ventura di balzare, almeno per una notte, dal decimo al terzo posto in classifica. La Salernitana doveva dimostrare se era quella abulica di Pisa o quella sbarazzina ammirata conio Pescara. La risposta è stata chiara, al netto degli errori commessi e su cui ovviamente sarà necessario ancora lavorare. Iniezione di fiducia e fieno in cascina nell’ultima partita del trittico. Ora la testa va alle due delicate trasferte in programma, intervallate dalla sosta, che giunge al momento opportuno per consentire un migliore recupero dei tanti assenti e fornire al trainer ulteriori alternative tecnico-tattiche.

SalernoSport24