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Matteo Guazzo: “La Salernitana sarà per sempre il mio più grande rimorso”

Guazzo-Salernitana

Matteo Guazzo e la Salernitana: una storia d’amore tormentata… ma di grande intensità. Intervista al doppio ex di , appunto, Salernitana e Virtus Entella, la squadra in cui, nel gennaio 2014, passò proprio da quella granata.

Il Principe rinnegato, Matteo Guazzo

Matteo Guazzo faceva gol ovunque. In giardino, per strada, in cortile, a scuola. Segnava e sognava. Non voleva essere il Principe del Foro, non gli interessava l’etichetta di Principe Azzurro. L’obiettivo era un altro: giocare a calcio e diventare il Principe del gol. L’esordio in C2 a sedici anni con la maglia dell’Alessandria, un maestro come Gian Piero Gasperini negli anni formativi di settore giovanile alla Juventus. È partito da Acqui Terme, ha girato l’Italia e, nel 2013, si è fermato a Salerno. L’Arechi è diventò fin da subito la sua seconda casa. A Salerno, Matteo Guazzo, trovò gol e vittorie. In un anno e mezzo, tra C2 e C1, l’ex Principe dell’Arechi ne ha realizzati 22. Qui, l’ex attaccante granata, ha lasciato il cuore. Negli occhi una città che ama e una Curva che lo ha acclamato come un eroe fin quando non ha deciso, con sofferenza, di lasciarla causa forze maggiori trasferendosi proprio alla Virtus Entella. Per Matteo Guazzo, Salerno ha rappresentato un passo importante della sua carriera e, soprattutto, il suo più grande rimpianto. Queste le sue parole nel corso dell’intervista:

Ciao Matteo. Domani si affronteranno due squadre che hanno fatto parte del tuo passato. Come giudichi gli organici di Salernitana e Virtus Entella?

«Sono due organici importanti, soprattutto quello della Salernitana che quest’anno ha la fortuna di avere un grande allenatore che senza dubbio proverà a raggiungere risultati ambiziosi. Sarà una partita dura, ma la Salernitana ha bisogno di fare, questo è sicuro».

Per chi farai il tifo?

«Beh, per la Salernitana… ovviamente».

I granata quest’anno sono partiti forte, salvo poi incappare in una mini crisi dovuta, presumibilmente, dai numerosi infortuni. A tuo avviso, al netto delle difficoltà incontrate finora, gli uomini di Ventura potranno puntare in alto?

«Secondo me, la Salernitana può arrivare tranquillamente tra le prime quattro. Con un allenatore di comprovata esperienza come Gian Piero Ventura, che fa giocare bene le sue squadre, si parte avvantaggiati. Credo e spero che i granata possano arrivare più in alto possibile».

Parlando di attaccanti, di cui sicuramente te ne intendi, secondo te Alessio Cerci è diventato un caso, oppure potrà recitare un ruolo da protagonista nel prossimo futuro?

«Cerci è un calciatore che ha avuto una carriera importante e, a parer mio, le sue qualità non si discutono. Credo possa dare una grossa mano a partire dal girone di ritorno, quando sicuramente sarà entrato in condizione. Può diventare il vero top player del campionato di Serie B».

Facciamo un tuffo nel passato. Nel gennaio 2014 avvenne il tuo chiacchieratissimo e criticato passaggio proprio alla Virtus Entella. Tornando indietro, lo rifaresti?

«Mai più. Quel trasferimento è stato il più grande errore della mia vita. Nella mia carriera da calciatore, il mio unico rimpianto è quello di aver lasciato Salerno. L’ho già detto e lo ripeterò sempre».

Che ricordo hai dell’esperienza alla Salernitana e dei suoi tifosi?

«A Salerno ho vissuto dei momenti bellissimi ed indimenticabili. Ricordo con affetto i tifosi, che mi hanno fatto sentire un calciatore importante come solo loro possono fare. Li porterò sempre nel cuore. Spero un giorno di poter assistere ad una partita della Salernitana all’Arechi».

Grazie Matteo. Un pronostico per la partita di domani?

«Vincerà la Salernitana per 2-1».

 

SalernoSport24