Ancora una beffa allo scadere, la Salernitana non vince più all’Arechi

editoriale

Ancora una beffa, ancora amarezza per la tifoseria della Salernitana. Non sono bastati i dispiaceri per i lutti che hanno accompagnato la torcida salernitana nelle ultime settimane, nemmeno il campo ha regalato una gioia alla Salerno sportiva.

Ancora una beffa per la Salernitana

Per un soffio non si è conquistato la quinta vittoria in campionato che avrebbe sfatato quello che sembra essere diventato un tabù: i tre punti all’Arechi.

Dopo 45 minuti di silenzio per onorare la memoria di Antonio e Melissa, che hanno lasciato lo sgomento nella comunità cittadina, la partita si accende nella ripresa. Kiyine ed Akpa-Akpro accendono la luce ma la loro uscita dal terreno di gioco trasforma in negativo la Salernitana. Gli attaccanti, seppur generosi, non sfruttano l’occasione per il colpo del KO e la beffa, dietro l’angolo, si materializza allo scadere come avvenuto già contro il Frosinone. Sono 4 i punti persi, che avrebbero conferito a Di Tacchio e compagni l’attestato di momentanea capolista del torneo. Salernitana con evidenti limiti qualitativi rispetto ad un Perugia opaco ma probabilmente più forte nei singoli dei granata.

Ventura dovrà analizzare le cause di un rendimento altalenante nell’ambito della stessa partita. Appare evidente la carenza di condizione per qualche elemento, Cerci su tutti, che non riesce a dare ancora il suo contributo alla causa dei 3 punti.

Le parole del patron

Il patron Lotito ha sentenziato che i calciatori subentranti non devono danneggiare la squadra (riferendosi probabilmente a Lombardi e all’ex Toro) altrimenti bisogna prendere atto della conclusione di un ciclo. Analisi che non fa una piega questa volta.
Appare altresì netta la differenza tra la Salernitana ed altre compagini di vertice in serie B. Per andare in Serie A non basta il pubblico, oggi commovente nel ricordare altri suoi due figli volati via prematuramente.

Certamente rifondare una struttura tecnica richiede tempo fisiologico, non si può pretendere che tutto funzioni alla perfezione in pochi mesi e ovviare alle tante scelleratezze commesse in 4 anni. Mister Ventura ha indiscutibilmente portato idee, professionalità e saggezza, è il condottiero del gruppo. La squadra nel complesso potrebbe raccogliere di più, ma purtroppo appaiono chiari i limiti mentali. Questi dovuti all’insicurezza dei propri mezzi, alla giovane età media ed anche ai traumi della scorsa stagione, e allo stesso modo appaiono lampanti i limiti tecnici. Ai primi dovrà porre rimedio il tecnico con il lavoro, le prestazioni e la conquista di risultati. Ai secondi dovrà ovviare la società in sede di mercato invernale. Sempre se l’obiettivo resta quello annunciato di lottare per il traguardo più ambizioso.

La strada è ancora lunga

Delusione e rabbia sono comprensibili, a maggior ragione in una giornata funestata da eventi luttuosi, ma vanno contestualizzati. Il campionato di serie B è lungo e presenta insidie ad ogni occasione. Ne è dimostrazione la sconfitta pesante (poker) rimediata dal Benevento a Pescara.
Certi esami sono necessari anche per comprendere quanto di vale e dove bisogna migliorare nel frangente specifico. La strada è lunga ma bisogna seguire la bussola e correggere la traiettoria quando serve per non finire fuori dal percorso. Servono alternative pronte e valide è un netto cambio di passo, il razionale Ventura lo sa bene, oggi anche la società forse ne è più consapevole.

SalernoSport24