A Cosenza sarà “invasione” granata

editoriale

Torna a Cosenza la Salernitana per il match valido per la seconda giornata di campionato. Dopo il buon esordio con il Pescara i granata sono chiamati a dare continuità ai risultati e compiere passi in avanti relativamente a tenuta e condizioni fisiche.

Granata di scena a Cosenza

Partita certamente ostica in terra silana dove la Salernitana ha conquistato solo sei successi in 41 incontri. La vittoria contro i rossoblù in trasferta manca dalla stagione 2001-2002 quando la squadra allenata partita da Zeman espugnò il “San Vito-Marulla” con le reti di Tedesco, Arcadio e Vignaroli. Successo memorabile.

Lo scorso anno la gara terminò a reti bianche dopo 90 minuti a dir poco soporiferi (per i granata nemmeno un corner collezionato). Un altro frangente, un’altra formazione per larghi tratti. Il Cosenza di Braglia è sicuramente avversario non facile da affrontare in categoria, specialmente tra le mura amiche. Pressing alto, aggressività tesa a non concedere spazi e giocate agli avversari.

La Salernitana, dal canto suo, intende confermare quanto di buono messo in mostra nel match inaugurale, conscia di essere ripartita da zero dopo un’annata difficile, per stessa ammissione di Ventura. Ricostruire non è mai facile, vale per un organico come per l’entusiasmo da ritrovare nella piazza. I tifosi granata, tuttavia, sembrano credere nelle possibilità della propria squadra, al di là dei sentimenti di lontana rivalità coi Lupi. In un migliaio seguiranno Di Tacchio e compagni adeguandosi anche a disposizioni semplicemente assurde e vergognose delle forze di polizia in merito alle ristrettezze dei mezzi di locomozione autorizzati per la trasferta. La repressione viene ignobilmente spacciata per sicurezza e finisce con il limitare la libertà della gente.

Il gruppo lavora bene, appare rinfrancato in termini di fiducia e sembra fornire più garanzie sotto il profilo della competitività. Gli interpreti lasciano il tempo che trovano poiché per Ventura a far da padrone nello spartito tattico è il gioco corale. Non ci sarà Giannetti, sugli scudi nella prima fase stagionale, ci sarà un’opportunità per Djuric, esploso positivamente nell’ultima fase dello scorso torneo cadetto.

Certo, servirà tempo alla Salernitana per migliorare meccanismi, amalgama e qualità tecnico-tattiche ma il progetto probabilmente va nella direzione giusta.

SalernoSport24

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