La Salernitana nel girone d’andata: i moduli tattici utilizzati

Difesa quasi sempre a tre, esperimenti spesso non funzionanti

Nel corso del girone d’andata la Salernitana si è disposta in campo secondo il canovaccio tattico sperimentato da mister Colantuono fin dal ritiro. La linea è continuata con l’avvento di Gregucci in panchina. Il modulo base è stato il 3-5-2, applicato tuttavia con esterni non molto votati alla fase offensiva. A centrocampo Di Tacchio ha svolto il ruolo di play basso, a protezione della difesa, affiancato da due mezzali, spesso variate negli interpreti. Valzer di scelte in attacco, dove gli avvicendamenti sono stati molteplici, ma ben al di sotto delle attese i risultati. Non sono tuttavia mancate le alternative a questo spartito tattico. Talvolta il modulo è stato reso più offensivo con l’inserimento di un trequartista dietro le due punte, a spese di un cursore in mediana. Di Gennaro, Andre’ Anderson, Castiglia e Rosina si sono disimpegnati senza grandi risultati nel ruolo. La terza soluzione tattica adottata è l’applicazione del 4-3-1-2, che non ha però dato i frutti sperati. Tris del Brescia con Colantuono in panchina, nemmeno col Pescara ha consentito, a gara in corso, di recuperare la partita. Unica parentesi positiva della difesa a 4 e’ stato il secondo tempo di Lecce, quando, con l’ingresso Di Gennaro e le reti di Bocalon e Castiglia, i granata riuscirono a riacciuffare il pari in extremis.
Valutato il materiale umano a disposizione, in base alle operazioni in entrata ed in uscita il tecnico deciderà innanzitutto se perseguire con il canovaccio tattico attuale o virare verso altre soluzioni. Un’ipotesi resta lo sviluppo di un’identità basata sul 4-3-3 o 4-3-1-2, per le quali sarà fondamentale reperire sul mercato gli elementi adatti al gioco.

SalernoSport24

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