Salernitana con le polveri bagnate, è il Pescara a fare i botti di fine anno

Illusione finita, la società chiamata a risposte rapide e concrete

Tanta delusione. È questo il sentimento che accomuna in questo momento la passionale tifoseria granata. Si attendeva una chiusura del 2018 col botto ed invece è stato il Pescara a festeggiare con i fuochi d’artificio, lasciando la Salernitana a bocca asciutta. Eppure la gara con gli abruzzesi era cominciata sotto i migliori auspici. Granata in campo con una formazione più offensiva, schierata con il 3-4-2-1, grazie alla disposizione di due trequartisti, Rosina ed Andrè Anderson, a supporto di Bocalon. Schiavi e compagni si portano sul doppio vantaggio ma ben presto si sciolgono come neve al sole. Arriva immediato il gol ospite, che desta i biancazzurri e spegne progressivamente i padroni di casa. Nella ripresa, complice l’uscita di Akpa Akpro ed un vistoso calo fisico e mentale della squadra, la Salernitana cede il passo al Pescara, che si impone alla distanza. Saltano gli equilibri a centrocampo ed ancora una volta la difesa granata, in difficoltà per l’assenza di Migliorini, concede all’Arechi una tripletta al centravanti avversario, come già accaduto con Donnarumma del Brescia. Questa volta è stato Mancuso a rimpinguare il bottino in classifica marcatori ed a regalare il successo al Pescara. Sul fronte opposto, invece, è sempre buio pesto per la fase realizzativa granata. Cambiano gli interpreti ma non il risultato in termini di reti realizzate: attaccanti con le polveri bagnate.
La sconfitta, al di là del risultato roboante, è oggettivamente senza attenuanti. Il Pescara si è mostrato qualitativamente superiore, soprattutto in mediana e sulle corsie esterne. Gregucci ha giocato tutte le carte disponibili, assistendo inerme alla progressiva caduta dei suoi uomini. Il trainer, forse, avrebbe solo potuto rinforzare gli ormeggi in mezzo al campo sul punteggio di parità, togliendo un esausto Anderson dalla mischia e facendo più densità nella zona nevralgica. Anche Rosina non è apparso in condizione di reggere al meglio a novanta minuti di gioco e, se il risultato non fosse stato di passivo, avrebbe dovuto cedere il passo ad un compagno più fresco.
La Salernitana nel girone d’andata ha messo ben in mostra pregi e difetti dell’organico allestito in estate. Nel corso della stagione sono state osservate tante soluzioni tattiche, tante (se non tutte) formazioni diverse, due allenatori, ritiri ma la situazione ad oggi appare chiara. Il calciomercato d’agosto ha riservato tante belle illusioni, ha indotto tifosi ed addetti ai lavori a sopravvalutare il valore complessivo, tecnico e caratteriale, della rosa. La Salernitana dopo 19 ha racimolato 24 punti e raggiunto posizioni da metà classifica (sebbene a due sole lunghezze dai playoff), abbastanza in linea con quanto fatto nelle ultime stagioni. A fronte degli obiettivi sbandierati dalla società ad inizio stagione, il film finora sembra già visto.
È tempo di bilanci importanti, è tempo di analisi ed ammissioni di colpe, è tempo di accantonare gli alibi dei “fattori imponderabili”, è tempo di correre ai ripari. Con i fatti. Del resto è pur vero che solo chi non opera non sbaglia. È il negare l’evidenza ad una piazza che vive di calcio e passione ad aggravare la situazione ed aumentare sfiducia e scoramento. L’autocritica sarebbe un primo umile è dovuto passo, unito a quello di fare quadrato con tecnico, staff e calciatori. Gregucci era ed è ben consapevole di dover lavorare duramente per conferire gioco ed anima a questa Salernitana. La società dovrà essere protagonista nelle prossime settimane, facendo il proprio dovere fino in fondo per rispettare le promesse di inizio stagione.
Senza girarci troppo intorno questa squadra necessita indubbiamente di acquisti di qualità e di eliminare i rami secchi nel roster, a costo di mandar via anche qualche senatore. Servirà un lavoro rapido ed efficace del DS Fabiani, che purtroppo non avrà grandi possibilità di investimento e tante scelte nel mese di gennaio. Serviranno le parole, i compromessi e i buoni rapporti del patron Lotito, oggi timidamente contestato a fine partita. Bisogna operare fin da subito poiché sperare nel materiale umano a disposizione significa continuare soltanto ad illudersi. Una sconfitta pesante deve almeno insegnare a comprendere i propri limiti e porre rimedio al danno.

SalernoSport24

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