La nuova Salernitana targata Gregucci all’esame Foggia

Dopo delusioni e caos in panchina scocca l’ora del riscatto per i granata

Si conclude oggi una settimana convulsa per la Salernitana, forse la più “lunga” della stagione per intensità ed attese.
La clamorosa sconfitta di Carpi, dopo la debacle casalinga col Brescia, ha fatto traboccare il vaso. In rapida successione ed in estrema sintesi il club ha vissuto levsegyebti fasi: silenzio stampa, ritiro, dimissioni di Colantuono, ricerca estenuante di un tecnico sostituto e avvento di Gregucci. Non sono mancate le polemiche a contorno della vicenda con le indiscrezioni e le registrazioni relative a presunte telefonate tra addetti ai lavori e pettegolezzi circa candidati più o meno graditi per la panchina. La tifoseria sognava il Rossi Ter, è ritornato mister l’ex Lazio, Angelo Gregucci. Fabiani ha scelto ed ora sembra indaffarato più con le carte bollate dei tribunali che con il reperire i necessari contatti sul taccuino del mercato.
I rumors raccontano di uno spogliatoio nel complesso non compatto attorno all’ex allenatore Colantuono e la sospensione del ritiro dopo la firma di Gregucci la dice lunga in tal senso. Il tecnico di Anzio ha avuto le sue responsabilità ma ha lasciato da gran signore, da condottiero leale. Probabilmente non si può dire lo stesso di gran parte della rosa che ha avuto a disposizione, come testimoniato anche nel messaggio sociale di addio del tecnico, che volutamente non ha menzionato i propri ex calciatori nell’elenco dei ringraziamenti di rito.
Adesso, tuttavia, è tempo di voltare pagina. Con l’avvento di Angelo Gregucci in panchina la Salernitana potrebbe cambiare volto. Il tecnico ha schierato quasi sempre formazioni con la difesa a quattro in linea e quindi la fase difensiva di preannuncia diversa da quanto finora visto con i metodi di Colantuono. Soltanto in occasione della gara col Brescia i granata sono scesi in campo con una linea di retroguardia priva del terzetto di centrali ed i risultati peraltro non sono stati confortanti. Nelle esperienze precedenti Gregucci ha spesso utilizzato il 4-3-3 ed il 4-4-2, mascherato come 4-2-3-1, facendo leva su esterni di qualità (all’epoca Palladino e Bombardini). Tuttavia, in questo caso sulle scelte peseranno molto la disponibilità e la condizione degli elementi attualmente in organico.
Gregucci cercherà indubbiamente di risvegliare l’orgoglio del gruppo, zittendo eventuali tensioni e ricostruendo delle nuove gerarchie ruolo per ruolo.
Contro i Satanelli non sarà solo importante vincere per riprendere il cammino bruscamente interrotto da tre giornate con altrettante sconfitte. La Salernitana dovrà riscattare anche la bruciante batosta rimediata nello stesso periodo dello scorso anno all’Arechi quando i Dauni si imposero con un imprevedibile tris.

SalernoSport24

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