Giampaolo Ciarcià: “Il pubblico di Salerno è il dodicesimo uomo in campo”

Giampaolo Ciarcià ed i suoi ricordi delle stagioni in granata

Ingaggiato dalla Salernitana nella stagione 2007/2008, anche lui fa parte della formazione che conquista la serie cadetta, parliamo del centrocampista Giampaolo Ciarcià. Due stagioni in maglia granata per il siculo, trentadue presenze e due reti nella prima annata e diciannove e sempre due reti nella seconda stagione fatta di alti e bassi granata e una salvezza racimolata all’ultima giornata. Nella sua carriera Ciarcià ha anche indossato la casacca dello Spezia, proprio l’anno precedente a quello che lo ha poi legato alla Salernitana. Per tale motivo noi di SalernoSport24 lo abbiamo contattato per parlare con lui di quel periodo.

Salve e grazie per la disponibilità. Inizio con chiederti che ricordi hai delle esperienze vissute con la Salernitana e con lo Spezia e che rapporti hai, ad oggi con le tifoserie.

“Salve e buonasera. Allora, per entrambe le piazze ho ancora oggi ricordi e legami avendo vissuto due stagioni in una ed uno nella seconda. Ho avuto la fortuna di vincere il campionato dell’allora serie C con ambedue le maglie quindi esperienze positive sicuramente. Ho ancora oggi legami sia con la gente spezzina che con quella salernitana avendo avuto ottimi rapporti con entrambe le tifoserie”.

Gli aneddoti saranno tanti ma qualcuno che ricordi con più affetto a distanza di anni?

“Gli aneddoti vissuti sono tanti sia in Liguria che in Campania, ma con Salerno mi sento più legato… Ricordo come fosse ieri il giorno della partita con il Pescara. All’Arechi c’erano più di trentacinquemila spettatori ed il pullman della squadra ci lasciò sul lungomare perché era impossibile arrivare fin dentro lo stadio. Nel tragitto si creò una passerella di quindicimila persone che ci accompagnò fin dentro l’Arechi. Fu un qualcosa di incredibile quel giorno come anche il ritorno da Potenza. C’era il delirio in città, tanto da restare bloccati al Grand Hotel sul lungomare con tantissima gente che ci incitava. Mancava ancora un punto per la matematica vittoria del campionato ma la gente ci festeggiava già. A Spezia ricordo la gente che ci attendeva allo stadio dopo la trasferta vittoriosa di Padova, era anche il mio compleanno, e festeggiai alla grande”.

Oramai la questione è finita ma cosa pensi di tutto il caos che si è creato in serie B in questi ultimi mesi? E dei fallimenti di piazze come Cesena, Bari ed Avellino?

“Purtroppo in Italia ancora oggi facciamo danni. Non è possibile trovare squadre in B poi dopo due giorni in Pro, poi in B e così via e tutto fino a qualche giorno fa. Molte società neanche sapevano come attrezzare la squadra e per quale campionato da disputare. Tutto quello che per fortuna ora si è risolto ha penalizzato l’Italia calcistica a livello d’immagine. Andava fatto e concluso tutto nel mese di luglio non certo a campionati iniziati da due mesi. Il fallimento fa capire la vera crisi che vi è nel nostro Paese. Realtà come Cesena, Bari, Avellino meno, dove vanno tantissimi tifosi allo stadio e fanno girare soldi, città dove allo stadio vanno in ventimila rimpinguando le casse societarie e queste poi falliscono fa capire che nel calcio nostrano c’è una crisi pazzesca ed è un dato preoccupante per il futuro”.

Dove può arrivare l’attuale Salernitana e chi vedi favorita alla vittoria del campionato cadetto?

“Questa Salernitana può fare bene ed arrivare in alto. Bisogna però stare tutti uniti. Salerno è una piazza esigente che non perdona  quasi nulla, se vai bene è tutto bello ma appena sorge qualche intoppo partono fischi e contestazione. Una stagione calcistica è lunga quindi bisogna capire che, come successe anche a noi nel 2007/2008 nonostante arrivammo primi, un periodo di appannamento ci può stare. A Salerno ci vogliono giocatori con gli attributi altrimenti si fatica. Una piazza come quella granata ha il risvolto della medaglia e solo gente che sa reagire in caso di problemi può uscirne indenne e fare bene. Come favorita alla vittoria finale penso resti il Palermo che deve riprovare a salire, poi sicuramente uscirà la sorpresa che nessuno si aspetta ma io spero che nella corsa finale ci sia anche la Salernitana perché merita davvero di stare nel campionato maggiore”.

Cosa fa oggi Giampaolo Ciarcià e che progetti ha per il futuro?

“Ho deciso di smettere di giocare ed aprire una scuola calcio nel mio paese in Sicilia. È una cosa che giocando sempre fuori casa negli anni ho sempre desiderato fare e da due mesi ci sono riuscito. I miei progetti futuri sono questi: lavorare con i bambini che per me è meraviglioso, mi entusiasma e soprattutto mi diverte lavorare con i piccoli ed è una cosa che mi affascina, quindi questo è il mio futuro”.

Salernitana-Spezia, che partita sarà e chi o cosa potrà determinare il risultato finale?

“Una partita difficile per entrambe le squadre che sono state costruite per fare un campionato importante e stanno facendo bene. Non so cosa o chi possa determinare il risultato ma, per la Salernitana, giocare all’Arechi è sicuramente un vantaggio visto il numeroso pubblico che avrà sugli spalti ad incitare. Un pubblico che come sempre può essere il dodicesimo uomo in campo e può contribuire al risultato finale”.

E noi salutiamo e ringraziamo Ciarcià che conclude con questo video la sua intervista…buona visione, popolo granata.

SalernoSport24

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