La Salernitana affonda in Laguna ma inutile farne un dramma

A Venezia un errore di Micai e prestazione deludente, arriva il secondo KO

Tanta attesa e partecipazione per la trasferta di Venezia ma la protagonista non si rivela all’altezza degli auspici.
La Salernitana interrompe la serie utile di sei risultati utili consecutivi non superando la prova di maturità in occasione della gara del “Penzo”. La compagine granata subisce una sconfitta beffarda ad opera dell’ex Walter Zenga in un match deludente per gioco e spettacolo. Schiavi e compagni “condannati” da un errore di Micai, complice il terreno viscido, finora rivelatosi l’uomo in più del gruppo di Colantuono. Il tecnico ha, tuttavia, le sue indiscutibili responsabilità, più elevate in considerazione dello spessore tecnico non eccelso degli avversari. Squadra granata senza idee, vulnerabile ed incapace di reagire concretamente. Parlano chiaro anche i dati staticistici più essenziali: quarta gara consecutiva con reti al passivo e terza partita in trasferta senza segnare gol. Lascia perplessi lo schieramento di un centrocampo imbottito di playmaker di ruolo e senza mezzali capaci di fare incursioni e dare supporto nelle due fasi. Non gli mancano comunque le attenuanti. Casasola in difficoltà nel ruolo di centrale difensivo, non meglio sull’out destro dopo l’uscita di Djavan Anderson, sempre in ritardo e mai incisivo. Mediocre anche la partita disputata da Palumbo, impalpabile in mezzo al campo, situazione migliorata con l’ingresso di Odjer, ma la manovra latita. L’uscita di Gennaro all’intervallo, per risentimento fisico, ha spento la già flebile fiammella del gioco granata. La traversa colpita dall’ex Cagliari rappresenta l’unica azione pericolosa (degna di nota) confezionata dalla Salernitana. All’asciutto anche Bocalon, malgrado la tanta voglia di far bene a casa sua. Nessun rifornimento degno di questo nome per il Doge. Djuric si è confermato un elemento avulso dalla manovra, già di per sè asfittica. L’esordio di Andrè Anderson non ha inciso sul risultato ma ha almeno dimostrato che è presente una freccia ulteriore nell’arco del trainer di Anzio. Nemmeno con lo schieramento finale 4-4-2 la Salernitana è riuscita a rendersi pericolosa, facendo anzi spesso il gioco degli avversari nello spezzettare il ritmo e commettere falli ingenui.
Nessun dramma, sebbene gli oltre settecento tifosi granata al seguito del Cavalluccio, come tutti quelli rimasti a casa, si attendessero ben altra partita e ben altro piglio.
Le sconfitte vanno analizzate nel profondo per poterle trasformare in lezioni ed esperienze positive. Terminato il ciclo di ferro di tre partite in sette giorni, già da sabato prossimo con lo Spezia sarà necessario cambiare marcia e mentalità per poter riscattare la delusione patita in Laguna. Si è perso una battaglia, non è il momento di drammatizzare ma di rimboccarsi le maniche, rialzarsi e riprendere la corsa.

SalernoSport24

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