Soligo ci racconta la sua nuova vita “Spero Salerno possa festeggiare la…”

Soligo e la sua nuova vita

Per lasciare il segno a Salerno ci vuole passione, dedizione alla causa, attaccamento e voglia di sudare per la maglia. Ingredienti che oggi non sono comuni a tutti quelli che calcano un campo da calcio. Il day after del match del Penzo lo dedichiamo a Evans Soligo, doppio ex di Venezia e, soprattutto, Salernitana dopo che, alla fine dello scorso campionato, aveva deciso di appendere gli scarpini. Lui, tutte le caratteristiche per entrare nel cuore dei salernitani, ce le ha, non per niente a lui è attribuito quell’articolo determinativo che caratterizza Il Capitano, il non plus ultra per ogni calciatore quale la Curva è legata particolarmente. La redazione di SalernoSport24 lo ha contattato e lui, pur di mantenere fede alla promessa, ci risponde nel cuore della notte. Un uomo vero, dentro e fuori dal campo.

Ciao Evans. Venezia-Salernitana è alle spalle. Com’è stata questa tua “prima” volta fuori dal campo?

“Diciamo che ormai mi sto sempre più mentalizzando nei panni di un ex giocatore, quindi la stranezza di non entrare nel rettangolo verde sta diventando sempre più una abitudine. Comunque l’emozione di ritrovare la Salernitana è sempre grande sia da giocatore quanto da ex”.

Com’è la tua nuova vita?

“Per adesso va bene, penso di aver scelto di smettere nel momento giusto. Non è stato facile perché sia fisicamente che mentalmente stavo bene per continuare a giocare, dopo tre anni di grandi soddisfazioni con delle vittorie importanti e con la fascia da capitano, nella città dove tutto è iniziato; ho pensato che non mi potevo chiedere di più”.

E dal punto di vista professionale? Di cosa ti occupi nello specifico per il Venezia?

“Se ho smesso è perché il presidente mi ha dato la possibilità di intraprendere un nuovo percorso per poter dare il mio contributo anche fuori dal campo e per questo lo ringrazio. Mi divido tra un ruolo d’ufficio, come collaboratore per i progetti internazionali con a capo Paolo Poggi, altro ex Venezia e veneziano, e uno di campo, come collaboratore tecnico della Primavera, guidata sempre da un ex Venezia e veneziano Nicola Marangon. In più sono lo SLO, una figura nuova nel mondo del calcio: mantiene i contatti tra società e la tifoseria. Diciamo che quest’anno cerco di imparare più cose possibili per poi poter capire quale sia la strada che più mi si addice”.

La cura Walter Zenga sembra stia facendo effetto. Sorpreso dal passo indietro con cui aveva iniziato il torneo la squadra veneta rispetto a quanto di buono fatto lo scorso campionato?

“Sicuramente la falsa partenza fatta dalla squadra non se l’aspettava nessuno. Al di là dei risultati, era proprio il carattere che stava venendo meno che, invece, era stato il nostro marchio di fabbrica in questi ultimi tre anni. Zenga è proprio partito da questo, rispolverando quella tenacia e determinazione che sono fondamentali, quando i livelli tecnici sono molto simili, per essere protagonisti in campionato. Adesso la squadra è viva e gli ultimi risultati lo stanno a dimostrare”.

Nonostante la sconfitta come hai visto la Salernitana?

“Mi dispiace molto che la Salernitana abbia perso, per me oggi era una partita da tripla, anche se noi
avevamo più bisogno di punti per uscire dalla zona calda della classifica. È stata una partita decisa da un episodio, infatti, si vedeva che era la terza partita in una settimana; i ritmi erano più bassi, e per chi sarebbe riuscito a passare in vantaggio per primo avrebbe avuto grosse possibilità di vincere così come poi è stato. Ho visto comunque una Salernitana quadrata, fisica ed organizzata e penso che i punti che ha in classifica se li sia meritati tutti. Sarà protagonista fino alla fine di questo campionato. Spero che la città possa festeggiare il centenario della propria squadra con la… anzi forse è meglio che non finisca la frase, vedremo alla fine cosa succederà”.

Grazie Evans e in bocca a 🐺

“Viva il 🐺! Grazie anche a voi!”.🏼

SalernoSport24

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