Rino Iuliano: “Quella partita contro il Verona per un gol…”

Rino Iuliano: “Quella partita contro il Verona per un gol…”

Era il 19 giugno del 2011. La Salernitana, in casa, si apprestava a giocare contro il Verona, la finale play-off per una eventuale promozione in Serie B. L’andata, in trasferta, costò una sconfitta per due reti a zero. A Salerno finì 1-0 per i granata che, nonostante la vittoria, non riuscirono nell’impresa. Impresa che iniziò già dal primo giorno di campionato: società indebitata, giocatori che, pur non ricevendo lo stipendio da mesi, comunque misero anima e cuore nella causa granata. Ma non bastò. Il match contro il Verona segnò la fine della società granata di Lombardi che senza acquirente fallì. Le immagini post gara sono tutte nella memoria dei tifosi. E tra i tanti che si lasciarono andare ad un pianto commovente c’era anche il “Giaguaro” Rino Iuliano.

Ciao Rino e grazie della disponibilità. Partiamo appunto da quel ricordo della finale play-off e cosa, secondo te, non ha funzionato.

“A livello di squadra, per me, ha funzionato tutto. Prima di essere giocatori eravamo amici, un gruppo molto unito che condivideva tutto, soprattutto lo stesso obiettivo. E quando uno condivide lo stesso obiettivo si raggiungono traguardi importanti… solo che noi siamo arrivati fino alla fine e purtroppo per un gol non siamo andati in B, ma la situazione era chiara e sotto gli occhi di tutti. Quotidianamente andavamo al campo senza una società, senza sapere cosa ci riservasse il domani e se la maglia granata era ancora la nostra. Ripeto, nella squadra, per me ha funzionato tutto. Pensa che c’erano giocatori fuori rosa, poi reintegrati, che quando sono stati chiamati in causa (me per primo) si sono fatti trovare pronti. Un attaccamento alla maglia e allo stemma sul petto come pochi. Quello che non ha funzionato è sotto gli occhi di tutti, la società e le dinamiche che poi ne sono scaturite”.

Salernitana-Verona di sabato, le tue impressioni e come hai visto i granata.

“La partita di sabato è stata una buona gara, a tratti loro potevano anche pareggiare ma il portiere Micai è stato eccezionale, anzi, colgo l’occasione per fargli i complimenti qui in maniera pubblica, soprattutto con quella parata nel tap-in sulla punizione. Io credo che tutto questo “gioco” in Serie B non è che si debba vedere perché quello che conta è il risultato. I tifosi, il pubblico tutto, va allo stadio per vedere la squadra vincere, è l’unica cosa che conta… il “gioco” che tutti sperano di vedere lo lasciamo fare al Real Madrid e al Barcellona. A noi, come tifosi e come calciatori, interessa il risultato”.

L’ultima tua esperienza con l’Avellino vissuta poi con il fallimento dei biancoverdi.

“Con l’Avellino ci siamo salvati sul campo, poi è successo quello che è successo ma sono dinamiche extra calciatori, dinamiche societarie per questa mancata iscrizione. E’ stato un ritiro estivo precampionato davvero incredibile e a tratti surreale: vivevi lì appeso ad un filo, senza sapere la conclusione di questo avvenimento. Ti allenavi comunque con un filo di angoscia e preoccupazione perché non sapevi la tua carriera che svolta avrebbe preso… insomma la sensazione che si respirava può essere racchiusa come la poesia di Ungaretti che cito “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie””.

Rino Iuliano oggi, tra calcio e progetti futuri.

“Sicuramente nell’immediato è trovare una squadra che mi dia fiducia. Sono reduce da un brutto infortunio alla spalla ma ora ho recuperato al 100% e sono pronto per accasarmi in una società con un progetto serio ma che mi dia fiducia. Nel futuro, io amo progettare e guardare al futuro, guardo la scalinata ma preferisco salire un gradino alla volta”.

Grazie Rino del tuo tempo, in bocca al lupo Giaguaro!

“Ciao ragazzi, un saluto a SalernoSport24”.

SalernoSport24

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