Ricorso Avellino per la B: TAR del Lazio respinge richiesta sospensiva, addio professionismo

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Anche il TAR rigetta il ricorso dell’US Avellino 1912 in merito alla richiesta di sospensiva della sentenza del Consiglio di Garanzia del Coni per l’esclusione dalla serie B.
Si è svolto questa mattina il contraddittorio a Roma e nel corso del dibattimento, i giudici del tribunale amministrativo hanno ascoltato le difese del club irpino (assistito dallo Studio Legale Lentini), della Figc e del Coni.
I legali del club biancoverde, con il supporto anche dell’avvocato Chiacchio che aveva difeso gli irpini nell’iter della giustizia sportiva, hanno sostenuto la tesi secondo cui la fideiussione presentata dall’Avellino con la Onix possiede i requisiti di garanzia richiesti dalla Figc. I giudici del tribunale amministrativo non hanno tuttavia accolto l’istanza.
L’obiettivo, ormai fallito, era quello di ottenere una sospensiva del procedimento Figc, che dopo il rigetto del ricorso da parte del Collegio Arbitrale del Coni confermerà la mancata iscrizione della squadra con conseguente automatico svincolo di tutti i tesserati. Dopo nove anni di professionismo l’Avellino viene escluso definitivamente dal calcio delle prime tre serie e dovrà ripartire dai dilettanti. Il Presidente Taccone ora dovrà accelerare i tempi per permettere di ripartire dalla Serie D: per farlo sarà necessario dichiarare estinta la società attuale. A pagare, naturalmente, saranno i creditori del club e la tifoseria biancoverde. L’Avellino può dichiarare il fallimento (e ripartire dalla D come il Bari) o ripartire dai campionati regionali con la stessa denominazione.

 

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