Il CR7 granata si confessa a SalernoSport24

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Il CR7 della Salernitana degli anni ’90

Come anticipatovi ieri, abbiamo intervistato per voi il CR7, al secolo Carlo Ricchetti, di professione… Re del Taglio della storia granata.

“Non sono paragonabile a Cristiano Ronaldo – esordisce con un sorriso il nostro Ricchetti – tecnicamente è fortissimo, e non solo. Certamente mi fa un enorme piacere essere accostato e preferito a lui dai tifosi granata. A Salerno ho passato anni favolosi che ricorderò sempre”.

Dopo questo divertente, ma non troppo, accostamento passiamo per l’appunto al CR7 granata e ai sei anni passati con indosso la maglia della Salernitana.

“Ho bellissimi ricordi di quella esperienza, due favolose promozioni ma quella che ancora oggi mi fa brillare gli occhi è la conquista della serie B. Era un momento particolare a Salerno, i tifosi non erano contenti della società e del suo operato. Fummo contestati già dal ritiro a Lagonegro ma alla fine da uno stadio semi vuoto siamo riusciti ad avere 40 mila persone con la Lodigiani che sognavano con noi. Quella è stata la soddisfazione maggiore. Ho vissuto però anche un periodo negativo quando con Colomba avevamo un grande obiettivo. Mi sono infortunato al ginocchio e ciò mi ha tenuto lontano dal campo proprio nelle partite finali. Non poter contribuire alla lotta mi ha fatto male. Però alla fine ci siamo riusciti dopo due anni”.

Una meritata conquista sul campo, la promozione in A, che però non è servita alla riconferma in granata.

“Non so spiegarvi perché quella dirigenza non confermò me ed altri che sul campo avevamo meritatamente guadagnato la serie A. Questa per me ancora oggi è una ferita aperta che mi amareggia e non poco. Da là in poi ho avuto anche una discesa a livello di carriera, tanto negativa da farmi abbandonare il calcio giocato a trentadue anni”.

Un legame fortissimo con la città sportiva ancora oggi, il “re del taglio” resta uno dei calciatori più amati della storia.

“Fa un enorme piacere essere ricordato ed amato dai tifosi granata. Anche quando sono tornato da avversario ho trovato una tifoseria pronta ad accogliermi con tutto il suo calore e ciò non tutte le piazze sanno farlo. Salerno in questo non ha eguali”.

Da calciatore prima, ad allenatore oggi. Quanto è cambiato il calcio italiano in serie cadetta?

“Il livello qualitativo degli interpreti è molto calato e non solo in serie B. Il calcio italiano ha perso molto nella qualità dei calciatori, ora si punta spesso ad altri fattori e, infatti, non abbiamo partecipato al Mondiale e non solo. Le nostre formazioni anche a livello europeo sono ancora inferiori ad altre. L’arrivo però di un calciatore della portata di Ronaldo spero possa far tornare l’attenzione sul nostro calcio e spronare i calciatori nostrani a fare meglio e di più per emergere”.

Da addetto ai lavori pensa che in questi anni di B la Salernitana ha rispecchiato il suo valore sul campo o la classifica finale è stata bugiarda?

“La classifica rispecchia quasi sempre ciò che avviene in campo. Certo al giorno d’oggi già mantenere questa categoria non è cosa da poco ma una piazza come questa merita palcoscenici più importanti. Lotito avrà anche i suoi limiti ma se guardiamo un po’ cosa accade altrove ci rendiamo conto che non è facile mantenere una formazione a certi livelli, basta vedere Cesena e anche ciò che rischia il Bari. Lotito può non piacere ma all’orizzonte non vedo molte alternative”.

Un saluto a Salerno?

“Un saluto a Salerno e al popolo Granata!”

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