Editoriale: Foggia-Salernitana, incontro ancorato al passato e proiettato nel futuro

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Editoriale: Foggia-Salernitana, incontro ancorato al passato e proiettato nel futuro

Trasferte stagione 2017/2018: ultimo capitolo. Foggia rappresenta per la Salernitana la tappa finale del campionato, almeno per quanto riguarda i match fuori dalle mura amiche. Sebbene la salvezza sia già in tasca Colantuono, la società ela tifoseria granata chiedono alla squadra di mettere il massimo impegno in vista della gara di oggi allo stadio Zaccheria, da sempre molto sentita da ambo le parti.
La compagine rossonera coltiva la flebile speranza di raggiungere l’ultima piazza utile per i playoff, a discapito del Perugia, a cui, tuttavia, basta un punto per ottenere il pass degli spareggi. I dauni cercheranno comunque di salutare con una vittoria io proprio pubblico, che non farà mancare il proprio sostegno fino alla fine. La squadra granata non starà a guardare e, beneficiando della mente libera da pressioni, proverà a conquistare un risultato positivo interra pugliese.
Il match è stato sempre acceso tra le due tifoserie, storicamente rivali e interconnesse da storici legami societari, che portano i nomi di Pasquale Casillo, Aniello Aliberti e Delio Rossi. La partita rievoca tanti amarcord su entrambe le sponde.
Una sfida lunga 87 anni, dal primo precedente giocato nel 1930 e vinto dalla Salernitana 3-2. Ma una sfida che soprattutto negli anni novanta ha inevitabilmente unito a filo doppio le due città per tanti troppi anni. Nel corso dell’estate 1991, infatti, la nuova società arriva proprio dal capoluogo pugliese con Pasquale Casillo che inizia una fitta sinergia che porterà la Salernitana a vivere gli anni più belli della sua storia, realizzando il primo caso di multiproprietà non ufficiale del calcio italiano. Nel 1996/97 Delio Rossi lascia Salerno perché in debito di riconoscenza per tornare a Foggia e i supporters granata non gradiscono la scelta. E’ nella stagione 1997/98 che il rapporto tra le due tifoserie e società vive il momento calcisticamente più drammatico. Quasi a volersi vendicare di anni di sudditanza societaria, quasi a voler commettere un matricidio, la Salernitana di Delio Rossi perde la prima partita proprio allo stadio Zaccheria nel girone d’andata ma al ritorno, già promossa in serie A, non fa sconti e alla penultima giornata, batte il Foggia costringendolo alla retrocessione. Corsi e ricorsi storici che si intrecciano e poi ritornano. Foggia e Salernitana si incontrano rievocando il passato e, allo stesso tempo, programmando già il prossimo futuro.

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