Editoriale: la Salernitana si salva, Lotito no

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Editoriale: la Salernitana si salva, Lotito no

Con l’Entella la Salernitana ha centrato una magra salvezza a fronte di un campionato cadetto di livello piuttosto mediocre ed equilibrato. Superato il momento difficile dei mesi scorsi, Colantuono ha avuto il merito di puntare su un gruppo più ristretto ed affidabile di calciatori ed è riuscito a traghettare la compagine granata verso lidi sicuri. La certezza matematica della permanenza in serie B giunge con due giornate di anticipo ma etichetta comunque la stagione come anonima per la Salernitana. Nel sabato che segna il traguardo raggiunto riecco comparire il signor Claudio Lotito, che ritorna, con spavaldo coraggio, sotto gli spalti della Curva Sud Siberiano, sede del tifo più passionale della torcida granata.
Sarebbe stato forse preferibile che il co-patron parlasse in un altro frangente, magari tra qualche settimana, dopo aver fornito segnali tangibili di una programmazione societaria più accurata ed ambiziosa.

Lotito avrebbe dovuto cercare il confronto da una posizione di maggior forza e credibilità ed invece si è limitato e ripetere le consuete litanie, senza suffragare i contenuti con azioni ed intenzioni concrete. Stucchevole l’ennesima evidenza del presidente Lotito in merito ai soli due anni di permanenza in massima serie del Cavalluccio, parole proferite senza considerare la possibilità di crescita di una piazza al di là della sua storia. I fattori determinanti per raggiungere i risultati non sono principalmente il pubblico e il clima attorno alla squadra perché esistono tante realtà in serie B ed in massima serie A capaci di raggiungere importanti obiettivi malgrado gli scarsi dati al botteghino.
L’intervento di Lotito è apparso una fuga in avanti senza un effettivo beneficio. Il patron si è lanciato in un massacro annunciato sotto una Curva in aperta contestazione da diverse settimane, avendo conquistato una striminzita salvezza, che per Salerno rappresenta il minimo sindacale.

Dopo il fallimento, la ripartenza dai dilettanti e la scalata verso la cadetteria possono essere anche accettabili tre stagioni di permanenza in serie B ma quello che ora diventerebbe non più accettabile è un altro campionato nell’anonimato. La tifoseria, per voce dei suoi rappresentanti, ha ribadito la richiesta di rispetto per i sostenitori granata, per la loro passione e la città di Salerno, e necessità di ritornare a sognare per traguardi importanti ma ciò sarebbe possibile soltanto con un netto cambio di rotta delle politiche imprenditoriali della proprietà. Lotito e Mezzaroma per evitare un distacco sensibile della tifoseria dalla squadra nella propria dovranno operare investimenti importanti in sede di calciomercato, per le strutture e l’organizzazione del settore giovanile e creare iniziative per riavvicinare i salernitani e la provincia alle sorti della Salernitana. Senza passione non ci sarà futuro, come esternato chiaramente dai tifosi non basterà più la solidità, è giunto il tempo di restituire un sogno a questa città.

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