Editoriale: una Salernitana camaleontica smorza il canto del Gallo in un festoso “San Nicola”

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Salernitana dai due volti al cospetto di un avversario attrezzato per il salto di categoria come il Bari di Fabio Grosso.
Nel primo tempo i granata sono apparsi timidi e impacciati, quasi timorosi di giocare, per ammissione anche del proprio allenatore. Tuttavia la difesa, guidata da un Tuia impeccabile e risultato poi risolutivo, ha tenuto in piedi la squadra evitando il doppio colpo che sarebbe potuto diventare fatale. Il Bari non ha fatto molto di più della Salernitana, ma è stato più fortunato e cinico nel passare in vantaggio.
Nella ripresa la compagine allenata da Stefano Colantuono cambia volto dopo un deludente primo tempo, in cui hanno influito alcune scelte del tecnico di Anzio, che ha schierato una formazione troppo attendista, composta da qualche elemento non entrato al meglio in partita. Più vivacità nella seconda frazione e padroni di casa più in difficoltà rispetto al primo tempo. I granata alzano il baricentro, modificano l’atteggiamento tattico e mentale, disponendosi con un trequartista e due attaccanti. Con un po’ di cattiveria in più si poteva anche vincere.
Rinnovato allo stadio “San Nicola” lo storico gemellaggio tra le tifoserie di Bari e Salernitana, giunto a 35 anni di ricorrenza.
Si è registrato il consueto esodo granata verso il capoluogo pugliese, che ha visto circa 1400 tifosi del Cavalluccio giunti da Salerno per sostenere la propria squadra e salutare a festa i fratelli biancorossi.
Il punto strappato a Bari interrompe la serie negativa di tre partite al San Nicola e consente alla Salernitana di compiere un altro piccolo passo in avanti verso il raggiungimento della fatidica quota salvezza.
Adesso la fase più complicata della stagione, in termini di coefficiente di difficoltà del calendario, è conclusa. Le restanti otto gare rimanenti, fatta eccezione forse per l’ultima in casa col Palermo a caccia della promozione diretta in A, rappresentano sfide certamente alla piena portata dei granata. Empoli e Bari sono state due trasferte anche consecutive, affrontate contro squadre che puntano al salto di categoria, mentre le altre partite si prevedono meno impegnative. Ciò nonostante il campionato cadetto ha dimostrato che ogni compagine può ottenere un successo contro chiunque, il fanalino di coda in classifica può battere la capolista e così via. Pertanto l’attenzione e lo spirito di gruppo nel preparare e giocare le partite non deve mutare rispetto a quello messo in opera da Tuia e compagni nelle ultime sei settimane. I pericoli sono sempre dietro e non va mai abbassata la guardia per portare a compimento una stagione sportiva che ha riservato pochissime soddisfazioni alla tifoseria della Salernitana, in attesa di poter programmare poi un’annata da protagonisti, società e Lotito permettendo.

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