Aniello Aliberti non parla mai a caso quando si tratta di calcio. Ecco cosa pensa del “caso Palermo”

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Quello di Aniello Aliberti è sempre un bel nome da pronunciare a Salerno, ecco cosa pensa del “caso Palermo” l’ex patron dei granata.

Aniello Aliberti, il presidente della Serie A

Aliberti è l’unico presidente ad aver fatto vedere la massima serie in tempi moderni. Questa sera era ospite della trasmissione Granatissimi, in onda su OttoChannel:

Non sono meravigliato ma penso che nemmeno Salerno lo sia. Dopo quello che si è vissuto nel 2005 lo scenario è sempre lo stesso, sentenze a orologeria, pseudo organi che deliberano a dispetto del campo, pagliacciate varie.
Esordisce così Aliberti durante la trasmissione. Poi continua:
Il calcio giocato per me è un’altra cosa. È lo stesso copione che si ripete ogni anno. Quindi non sono meravigliato. Buon per la Salernitana che si sia salvata e abbia evitato i play-out, altrimenti sarebbe stata dura, almeno vedendo i risultati delle ultime partite. È giusto che resti in serie B, per la maglia e per i salernitani. Spero che la fortuna l’assista. Anche se non mi è mai risultato che il consiglio di Lega potesse varare il format del campionato. Era stata sempre una prerogativa della Figc.
Per quanto riguarda il “caso Palermo”:
Ci sono voluti 14 anni per capire chi è Zamparini, il tempo è galantuomo. Lui nel 2005 disse che club come il nostro dovevano fallire. Però devo dire una cosa a favore del Palermo ma solo per dovere di cronaca e non per andare contro la Salernitana. Nel 2008, e ci sono sentenze della Figc in merito, Chievo Verona, Udinese, Genoa, Messina e Reggina furono condannate a pagare 400mila euro di multa e i rispettivi presidenti ebbero un’inibizione di soli quattro mesi per aver falsificato i bilanci delle stagioni 2005, 2006, 2007. Oggi che al Palermo viene data la retrocessione diretta, onestamente, la ritengo un’ingiustizia.
Insomma, mai parole a caso.
SalernoSport24

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