Salernitana salva: quanto ha inciso la proprietà?

La Salernitana, allo stato attuale, resta in Serie B per effetto della delibera del Consiglio Direttivo della Lega B. Alcuni titolano i meriti della proprietà della Salernitana. Analizziamo la situazione.

Salernitana è salva, quanto ha pesato la proprietà?

La decisione di retrocedere il Palermo assieme a Foggia, Carpi e Padova, ha coinvolto anche il co-patron Marco Mezzaroma, nella carica di vice presidente della Lega e di Consigliere. La votazione, a cui hanno preso parte, oltre a Mauro Balata, anche i consiglieri di Benevento, Pescara, Carpi e Perugia è avvenuta all’unanimità.

La delibera ha scatenato la reazione sdegnata della società siciliana e dei club coinvolti nella corsa disperata ad una salvezza in extremis, ed in particolare del Foggia, la prima in graduatoria delle retrocesse sul campo.

L’intervento di Gravina

Oggi si è registrato l’intervento sulla questione anche del presidente della FIGC, Gravina, che ha attribuito alla Lega i poteri per attuare l’esclusione dal campionato di B del Palermo, a seguito della sentenza del Tribunale Federale Nazionale. Il numero uno della Federcalcio italiana ha tuttavia espresso qualche perplessità sull’effettiva legittimità della decisione presa dal Consiglio in merito all’annullamento dei play out, rinviando a degli approfondimenti nel Consiglio Federale di giovedì 16 maggio.

L’attribuzione dei “meriti” alla proprietà

In ogni caso, sebbene gli sviluppi siano stati non prevedibili, attribuire alla Salernitana ed alla società “meriti” per aver indirizzato le decisioni di un Consiglio di Lega appare ingeneroso. Attualmente il club granata, ben penalizzato in passato in ogni sede giudiziaria, oltre che in diverse occasioni sul campo anche in campionato, ha agito nella piena correttezza e onorato gli impegni economici nei confronti di Lega ed erario. Non si può dire altrettanto di società come Palermo e Foggia, che, per motivazioni diverse, non avrebbero dovuto probabilmente nemmeno prendere parte al torneo.

I presidenti di questi sodalizi hanno trascorso più tempo reclusi e nelle aule giudiziarie che allo stadio a sostenere la propria squadra. Oggi si indignano facendo riferimento a fantomatici poteri forti che agiscono in maniera occulta e si indignano alcuni tifosi e operatori mediatici, che forse attendevano la morte sportiva del Cavalluccio. Dovranno attendere ancora per il passaggio del cadavere sul fiume, almeno fin quando in questo Paese si applicheranno i regolamenti.

SalernoSport24

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