Granata KO anche a Pescara, playout col Venezia… in attesa delle sentenze

EDITORIALE

Granata KO anche a Pescara, playout col Venezia… in attesa delle sentenze

Notte fonda in casa Salernitana. La compagine granata è caduta anche a Pescara con un secco 2-0. Aveva illuso i 750 tifosi giunti da Salerno il primo tempo del match, terminato 0-0. Sarebbe bastato un solo punto per evitare la terribile cosa post season che vedrà gli uomini di Menichini affrontare il Venezia, vittorioso nel recupero a Carpi. Il campo ha sentenziato in maniera dura e cruda quale sarà il futuro della formazione granata. Resta tuttavia grande incertezza su quello che sarà l’effettivo scenario che seguirà alla fase ordinaria del campionato. Il destino è legato ancora alle aule giudiziarie: lunedì e venerdì saranno emesse rispettivamente le sentenze relative ai casi Palermo e Foggia. Nel caso il club rosanero dovesse essere effettivamente retrocesso i granata giocherebbero i play out col Foggia, il quale potrebbe beneficiare di un punto dal Coni, che condannerebbe la Salernitana alla serie C diretta.

A conti fatti bastava un pareggio contro un Cosenza svogliato o contro un Carpi pressoché retrocesso. Purtroppo la Salernitana continua ad avere grosse difficoltà in fase realizzativa, non si sa difendere il risultato (seconda peggior difesa e seconda formazione più battuta del torneo di B) e non denota carattere. Con questi presupposti si configurano dei play out dello strazio, a fronte degli auspici e delle sensazioni positive di Menichini.

Analisi

Facendo un’analisi attenta ed oggettiva è bene osservare che se il Foggia non fosse stato penalizzato (-6) oggi la Salernitana sarebbe già retrocessa come terzultima. Quindi i signori Lotito e Mezzaroma hanno portato la squadra ad una discesa lenta, dolorosa ed inesorabile. Difficile restare ottimisti dopo aver assistito ad un crollo verticale, sintetizzato dai numeri: 4 punti collezionato nelle ultime 11 partite, 17 gol fatti nelle ultime 5, racimolati 0 punti nelle ultime 5 partite, solo 13 punti raccolti in 21 gare (gestione Gregucci-Menichini). I numeri raccontano una verità molto dolorosa e rappresentano senza dubbio i frutti del lavoro di una società arrogante e non degna di una città come Salerno, perlopiù nell’anno glorioso del centenario di storia granata.

E ora?

Adesso, in attesa che la giustizia sportiva compia il proprio corso, è lecito e curioso chiedersi come saranno affrontare le prossime due settimane di preparazione agli spareggi thrilling. L’unità di intenti tra allenatore e DS non sembra essere un punto all’ordine del giorno, le divergenze si. La dirigenza naviga in balia delle onde ed ormai sa solo rincorrere le vie di fuga per sottrarsi al legittimo “linciaggio mediatico”. Chissà se i “padroni” chiederanno ancora il sostegno di una tifoseria a dir poco commovente per passione verso la propria maglia, consolandosi ancora una volta con un ulteriore incasso.

La salvezza è certamente fondamentale ma la dignità ha un valore inestimabile. Quella è stata messa sotto i piedi in giro per l’Italia a causa di una gestione superba e scellerata.
Salernitana, che Dio ti benedica.

SalernoSport24

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