A Foggia la Salernitana disegna il suo futuro

Va in scena, quest’oggi a Foggia, il terzultimo atto di uno “psicodramma” chiamato campionato della Salernitana.

La Salernitana ha bisogno della vittoria

I granata hanno bisogno di conquistare una vittoria in tre partite per poter tagliare il traguardo della salvezza matematica.

Non sarà impresa facile uscire indenni dallo stadio “Zaccheria” poiché gli uomini di Gregucci non raccolgono punti in trasferta dalla gara di Ascoli, ovvero da due mesi e mezzo. I satanelli sono all’ultima spiaggia per lottare per la permanenza in serie B. Partita da dentro o fuori per i padroni di casa, granata beneficiari di una prova di appello domenica prossima allo stadio “Arechi”.

I problemi più seri restano tuttavia in seno al rapporto tra club e tifoseria, il cardine per poter costruire un futuro ambizioso. È ben chiaro ormai già da tempo come la situazione stia sempre più sprofondando, come la passione per la casacca granata stia lentamente scemando. I colpevoli della spaccatura nel tifo organizzato e non è da attribuirsi oggettivamente all’operato della società di via Allende.

Condannata dall’assenza di programmazione, il club di Lotito e Mezzaroma non ha fornito segnali confortanti di voler strutturare e potenziare il club per centrare traguardi importanti, men che meno nell’anno del centenario di storia granata, durante il club si è abbondato in inutili chiacchiere e abili illusioni. Non è mai stato scelto un allenatore in grado di poter far compiere il salto di qualità ad un gruppo di giocatori e tracciare un’identità tattica e di gioco.

I responsabili della panchina granata hanno agito quasi sempre da perfetti aziendalisti, anche quando sarebbe stato preferibile dare una scossa netta. Ad esempio le dimissioni al termine dei tanti mercati di rafforzamento fallimentari.

Inutile entrare anche nel merito della tipologia di acquisti portata avanti nel tempo. Le promesse non mantenute (Di Gennaro ne è esempio più calzante) e di contratti triennali stipulati con calciatori sulla via del tramonto. Sull’imbarazzante settore giovanile, sul nullo coinvolgimento con i tifosi mediante attività, giornate, ci sarebbe da parlare a lungo.

Il problema principale è che questa società avrebbe tutte le capacità, tutte le possibilità, di raddrizzare la situazione, di fare meglio, di svoltare in senso positivo. Far tornare la gente allo stadio, perché ormai il popolo legato al Cavalluccio si è davvero stufato. La corda è stata tesa al limite.

Qualsiasi tifoso granata vorrebbe un presidente (o due) in grado di dimostrare amore per la nostra città. I due co-patron, invece, non lo hanno purtroppo mai dimostrato; sicuramente validi sotto l’aspetto economico, nulla da obiettare, ma non sono mai riusciti ad entrare in sintonia con tutti noi; qualsiasi tifoso granata vorrebbe un direttore sportivo in grado di assicurarsi calciatori, ma ancor prima uomini vogliosi di difendere i colori granata.

Per poter resettare tutto quanto di negativo combinato in questi quattro anni occorre ripartire dalla salvezza, che, seppur alla portata, resta non scontata. Il mantenimento della categoria è fondamentale e fare risultato a Foggia metterebbe incastonata una pietra miliare nel prossimo futuro della Salernitana.

SalernoSport24

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