Pokerissimo del Carpi all’Arechi, ci sarà da soffrire fino alla fine

Ancora una delusione cocente per i tifosi granata. Stavolta allo stadio “Arechi” a passare è il fanalino di coda Carpi, corsaro addirittura con una “manita” ai danni dell’undici di Gregucci.

Il Carpi passeggia allo stadio Arechi

Salernitana in bambola fin dai primi minuti, poi l’arbitro ci mette molto del suo. Condanna i padroni di casa a disputare un intero incontro in inferiorità numerica (grave ingenuità di Lopez). Poi non decretando il penalty in due circostanze e distribuendo i cartellini in maniera poco uniforme.

Al di là dell’operato scellerato della giacchetta nera resta la prestazione vergognosa della compagine granata. L’approccio al match è stato inadeguato, non idoneo a ciò che dovrebbe fare una squadra pronta a combattere con il coltello tra i denti per raggiungere in anticipo il traguardo minimo stagionale. Gli uomini di Gregucci hanno mostrato le solite gravi lacune tecniche e tattiche.

Hanno lasciato, inizialmente, il pallino del gioco agli avversari e consegnando agli stessi la sesta vittoria sul campo dello stadio “Arechi”. Sconfitta senza appelli e con ben poche giustificazioni. Inguardabili Lopez, il redivivo Schiavi e un Akpa Akpro sembrato il fratello gemello del calciatore di qualità e sostanza ammirato pochi mesi fa. Djuric e Calaiò non sono bastati a salvare la faccia, un punto sarebbe stato già un buon viatico nelle condizioni in cui il match si era incanalato.

Invece, puntuale, è arrivata l’ennesima umiliazione. Il tracollo granata si è consumato mentre la tifoseria assisteva attonita ed inerme allo strazio messo in scena dalla squadra in campo. Nessun sostegno di tifo sugli spalti, dove si sono provati soltanto resistenza e comodità dei nuovi sediolini colorati. Fuori è continuata, invece, la contestazione del gruppo UMS fino a poco oltre il triplice fischio finale dinanzi alla tribuna. Situazione certamente non facile al cospetto di una squadra allo sbando e senza personalità né identità. Ha avuto vita facile dunque in questo scenario la formazione del contestato ex Castori, anch’egli ravvivato da una boccata d’ossigeno concessa senza troppo patire da Micai e compagni.

La Salernitana si gioca ora il proprio futuro in poco più di una settimana: partita spareggio nel catino dello stadio “Zaccheria” di Foggia e poi all-in nella notte di domenica allo stadio “Arechi “contro il Cosenza. L’incubo continua, è ora di svegliarsi.

SalernoSport24

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