La Salernitana all’esame Venezia nel deserto dell’Arechi

La Salernitana all’esame Venezia nel deserto dell’Arechi

Salernitana ad un punto di svolta. Contro il Venezia sarà gara crocevia per i granata, chiamati a riscattare le tre sconfitte consecutive maturate in altrettante giornate. Di Tacchio e compagni devono guardarsi le spalle dopo aver sostanzialmente accantonato i sogni di gloria in chiave playoff. La classifica deve essere rimpinguata per arrivare al più presto almeno a quota 40 punti e mettersi a riparo da eventuali pericoli. Non si può sfidare all’infinito la sorte e far leva più sui limiti e l’incapacità dei concorrenti. Gregucci è sotto attenta osservazione, al di là della strigliata di Lotito nei giorni scorsi.

Il tecnico è stato riconfermato ma deve meritare la fiducia della società. Per racimolare i tre punti il trainer tarantino sembra deciso a cambiare il canovaccio tattico, obbligato anche da tante assenze, specialmente in difesa ed in attacco. Retroguardia a quattro, probabile occasione di riscatto per Djuric in avanti.

Sulla sponda lagunare il coriaceo Cosmi potrà contare sulla sete di rivalsa dell’ex bomber Bocalon. Contro il Venezia bisognerà vincere, al di là della relatività del fattore campo, che sarà una pura formalità in quest’occasione. Confermata infatti la diserzione degli ultras e di di diversi club, che si aggiungono a tanti altri tifosi che già si erano allontanati da tempo dalle sorti granata.

Oltre il risultato

Stavolta non si andrà oltre il risultato, non si sosterrà a prescindere la maglia, la squadra resterà sola assieme alla dirigenza. A nulla sono valsi i tardivi appelli di Lotito nei confronti della tifoseria, la misura evidentemente è colma. Questa forma di protesta mancava dal 1993 a Salerno, quanto la contestazione fu indirizzata al patron Casillo, proprietario anche del Foggia, in una situazione simile a quella odierna della proprietà romana.

Non basterà probabilmente una vittoria per rasserenare gli animi, i tifosi chiedono garanzie sul futuro, stavolta tramite fatti concreti e non chiacchiere, annunci e false promesse. Per raggiungere traguardi importanti occorre una programmazione seria, operata da dirigente preparati e motivati. Il rapporto tra il club ed i suoi sostenitori è ai minimi storici, come attestato già da tempo dalla fuga dall’Arechi. L’operato della società, dopo i primi anni positivi, ma anche di più facile gestione, ha procurato soltanto disamore e disaffezione.

La passione resta accesa nei tifosi granata ma si è assopita a causa dell’impossibilità di poter sognare di raggiungere obiettivi più ambiziosi. Lo dicono i fatti delle ultime quattro stagioni disputate in serie B, dovrà essere ora il sodalizio di Via Allende a virare con decisione prima di andare a sbattere contro una pericolosa scogliera.

SalernoSport24

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