Focus: Gregucci ter a Salerno

Il ritorno per la terza volta di Angelo Adamo Gregucci sulla panchina della Salernitana ha portato con sé alti e bassi nel rendimento della squadra. Il tecnico tarantino ha lasciato il ruolo di secondo allenatore della Nazionale Italiana, al fianco di Roberto Mancini, per indossare nuovamente la casacca della Salernitana. Rendimento al di sotto delle attese per il trainer ex Lazio, che paga certamente le problematiche ereditate dalla società e dalla precedente gestione tecnica ma anche alcuni errori commessi in prima persona. Il primo problema è legato all’organico allestito dal club a firma del DS Fabiani, con l’avallo dei co-patron Lotito e Mezzaroma. Gregucci si è ritrovato una formazione poco versatile sotto il profilo tattico, adeguata quasi esclusivamente ad una difesa a 3 (per non dire a 5) e poco incline alla costruzione del gioco. Colantuono aveva infatti predisposto i granata secondo un canovaccio tattico piuttosto attendista, pronti a contrarre a centrocampo e ripartire appoggiandosi sulla prima punta di peso, forte fisicamente e nel gioco aereo come Djuric, che avrebbe dovuto aprire spazi alla velocità di elementi come Jallow ed alla tecnica di Di Gennaro. Ben presto il castello dell’idea tattica immaginata è crollato perché gli elementi cardine per questo tipo di gioco sono venuti meno sotto il profilo della disponibilità (intesa come fisica) e del rendimento in campo. Gregucci ha optato per una compagine con una maggiore spinta offensiva, basata sul tridente (più spesso con il trequartista dietro le 2 punte) ma, in ogni caso, non è riuscito ad imprimere un salto di qualità alla manovra ed al passo in termini di punti conquistati. La squadra ha acquisito un’attitudine maggiormente corsara, ma, allo stesso tempo ha smarrito la cattiveria agonistica e la pragmaticità tra le mura amiche del girone d’andata, quando guidava la speciale classifica punti delle gare casalinghe e risultava imbattuta nella gestione Colantuono. Gregucci ha avuto il merito di infondere maggior fiducia nei propri mezzi ai calciatori, ha rasserenato il gruppo e riservato maggiori opportunità di minutaggio a diversi elementi che prima non trovavano spazio, come ad esempio i due Anderson. Qualche errore probabilmente è stato commesso prima e durante le partite: episodi di scarsa personalità di qualche giocatore, scelte tecniche non sempre comprensibili (per es. la sostituzione di Jallow a Verona sullo 0-0) e i tardivi avvicendamenti in altre occasioni (impostazione troppo difensiva a Perugia anche in inferiorità numerica sul punteggio di svantaggio). La strada è ancora lunga per definire la posizione al traguardo, le giustifiche ad un ennesimo campionato ci sono tutte, tuttavia è indubbio che anche il tecnico (il secondo della stagione, come da buona tradizione consolidata della gestione Lotito-Mezzaroma) ci abbia messo del suo.

gregucci

 

 

SalernoSport24

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