Salernitana, la delusione soffoca i sogni

Concluso il calciomercato di gennaio, dopo oltre un mese di auspici di rafforzare l’organico, per la Salernitana è tempo di ritornare a concentrarsi esclusivamente sul campionato. Eppure diventa complicato riuscire a parlare di tattiche e calcio giocato avendo subito l’ennesima cocente delusione. Si è atteso a lungo per poter ricominciare a sognare dopo un dicembre nero ed un inizio 2019 a corrente alternata. La delusione del popolo granata non è strettamente per la sola campagna acquisti al di sotto delle attese, non è perchè sarà probabilmente portato a compimento un altro campionato anonimo.
Il sentimento misto di rabbia e rassegnazione nasce e si espande a macchia d’olio nella torcida granata, resa prigioniera di una “società” che non ha alcun interesse ad andare oltre la Serie B. L’obiettivo è palesemente quello di galleggiare sapientemente in categoria senza rimetterci perchè la US Salernitana 1919 serve ad altri scopi. Un club cadetto è utile come voto in Lega, come base di lancio e di rodaggio di giocatori da preparare alla massima serie (Sprocati e Casasola solo gli ultimi esempi), per scambi di favori con qualche procuratore amico e compiacente e così via. Nessun sostenitore della Salernitana pretende la conquista della serie A, si può anche restare in B, ma in maniera dignitosa. La vita sulla terra non ha senso senza sognare. In questo contesto deprimente quanto a lungo un tifoso può tollerare che la propria squadra disputi tornei senza alcun obiettivo sentendo soltanto impalpabili giustificazioni ai reiterati fallimenti?
Una società seria, che intende costruire un futuro ambizioso crea le strutture e l’organizzazione per un rinomato settore giovanile (l’Atalanta non è il Real Madrid ma può far scuola anche alla Lazio). Una società che intende puntare a raggiungere obiettivi importanti costruisce una squadra aggiungendo pochi tasselli di anno in anno, tenta un progetto con un progetto tecnico chiaro e non con una sequenza molteplice di allenatori, di arrivi a luglio che ripartono a gennaio.
A Salerno da quattro anni si susseguono inspiegabili acquisti di giocatori prossimi alla conclusione della carriera, convinti ad accettare il trasferimento tramite assurdi contratti pluriennali. Molto spesso lentourage romano di sponda biancoceleste forza la volontà di atleti della Lazio a fare esperienza a Salerno, costringendo i calciatori a rendimenti ben al di sotto delle aspettative (Palombi e Di Gennaro solo due esempi).
Questo modus operando in tante altre piazze calcistiche costerebbe il posto al direttore sportivo, alla Salernitana il DS è invece intoccabile, anzi mai messo in discussione, nonostante i risultanti palesino scelte scellerate.
Allora il pensiero sorge spontaneo e viaggia: se Fabiani resta al suo posto significa che non gli si imputano questi errori, forse perchè compiuti da altri che dirigono l’orchestra? Ma allora il Direttore in questione (“che secondo alcuni ci porta in serie A”) quale ruolo avrebbe nel circus di Via Allende? E se invece fosse realmente Fabiani ad operare le girandole in panchina e sul mercato, a chi gioverebbe che le cose restino così?
Come mai nè il Direttore e neppure altri membri della sedicente società si rendono protagonisti negli opportuni canali di comunicazione per chiarire i dubbi nutriti dalla tifoseria? Come mai non esiste mai un confronto serio ed umile con la stampa e la piazza?
Questi quesiti possono apparire certamente come retorici e in fondo i tifosi granata ormai sospettano di conoscere la risposta, ma quanto sopra evidenziato fa pensare che la Salernitana non sia un progetto tecnico ma ben altro e che non ci può più accontentare di ottenere il pagamento regolare degli stipendi e l’iscrizione al campionato cadetto a giugno.
La compagine granata può definirsi per l’ennesima volta incompiuta e nei fatti la società ha chiarito che l’obiettivo nella stagione del centenario non è quello più ambizioso che la piazza sogna.
Oggi pomeriggio i granata saranno di scena in quel di Padova, match non facile con i biancoscudati, fanalini di coda in classifica. A questo punto è importante fare un grosso in bocca al lupo a Gregucci, sebbene in altri tempi un trainer avrebbe rassegnato le dimissioni un minuto dopo il gong del calciomercato, dopo le richieste di innesti disattese. Che il tecnico tarantino possa trovare il bandolo della matassa e condurre la nave nel porto sicuro, come ormai da copione collaudato degli ultimi anni. Giugno arriverà presto: a quel punto il duo Lotito-Mezzaroma non avrà più possibilità di raggiri, la gente vive di passione e sogni, non di notizie su bilanci in positivo e giovani di prospettiva acquistati dalla Lazio. Lotito e cognato saranno ben presto di fronte ad un bivio: dovranno rifondare la rosa in maniera adeguata o vendere la società ad un congruo prezzo di mercato.

SalernoSport24

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