Alfonso Camorani: “Porterò sempre la Salernitana nel mio cuore”

Il centrocampista Alfonso Camorani fra passato, presente e futuro

Domani la Salernitana all’Arechi ospita il Lecce di Liverani, la sorpresa di questo campionato. Si scontrano due formazioni che ancora oggi, a distanza di anni, sono rimaste nel cuore di chi quelle maglie le ha indossate. Parliamo di Alfonso Camorani, il centrocampista di Cercola che mister Zeman volle nella sua Salernitana. Quella squadra capitanata da Luca Fusco e difesa da Soviero che per pochissimo non riuscì a conquistare la massima serie e si classificò sesta a pari punti con il Bari. Abbiamo così chiacchierato con Camorani appena terminato il suo allenamento perché si, a quasi 41 anni, il centrocampista ancora si diverte a giocare a calcio con passione e dedizione, quella che del resto ha avuta in tutta la sua carriera. 

Ciao e grazie per la disponibilità. Cominciamo… Salerno: cosa ti ha dato la maglia granata e quali ricordi ancora hai di quel periodo?

“Ciao e grazie a voi. Calcisticamente la Salernitana mi ha dato tanto visto che grazie a mister Zeman e la società granata a 22 anni sono passato dal Teramo in C2 alla serie B. Mi ha dato molto anche come uomo per questo Salerno ancora oggi la porto nel cuore. A Salerno avevamo un gruppo di giocatori importanti, un gruppo unito che per un soffio non è andato in serie A. Un anno bellissimo nel complesso in una piazza che merita ben altri palcoscenici calcistici”.

La prossima avversaria della Salernitana è il Lecce. Che ricordi hai della tua esperienza con la casacca pugliese?

“Anche l’esperienza di Lecce mi ha dato molto. La conquista della massima serie e la possibilità di giocare in piazze importanti. Io sono una persona umile che ha sudato e lottato ogni maglia che ha indossato ed ogni esperienza mi ha dato qualcosa però ammetto che Salerno e Lecce sono fra le tante, non me ne vogliano Fiorentina etc, le esperienze che ho nel cuore”.

Serie B: attualmente il Palermo è un passo avanti ma chi può stargli dietro ed aspirare ad un posto in massima serie?

“La serie B è un campionato difficile ma strano. Non sempre chi costruisce la squadra migliore poi riesce a distruggere il campionato, di esempi ne abbiamo vari. Poi ci sono annate che ti salvi, vedi Brescia, e annate come questa dove lotti per i primi posti. Anche se penso che alla fine non sia una delle squadre che arriverà nei vertici. Il Lecce invece che ha costruito una squadra principalmente per salvarsi è nei primi posti. Tutto può accadere, alla fine parlerà il campo come sempre. La Salernitana ha un ottimo organico e ora con Gregucci può risalire”.

Una Salernitana costruita per lottare, eppure tanti uomini per ora non hanno reso al meglio delle aspettative, ed un esempio sono gli attaccanti che non segnano. Il cambio tecnico servirà a ritrovare equilibrio e morale?

“La Salernitana era partita bene con Colantuono poi qualcosa non è andato per il verso giusto e si son perse partite importanti. Con Gregucci può migliorare ma anche col cambio tecnico ancora non vi è quella continuità di risultati e gioco che serve per arrivare a lottare fino alla fine. Come già detto la Salernitana ha un ottimo organico. Gli attaccanti non segnano? E’ un ruolo che spesso va ad annate, vi sono quelle buone e quelle dove invece trovi difficoltà. Ma se molti giocatori non rendono forse è perché non sono adatti a piazze dove il pallone scotta. Salerno è sempre stata una piazza pronta a dare tanto ma chiedere anche la maglia sudata, come giusto che sia. Quindi i calciatori devono essere pronti a prendersi le lodi in caso di buone prestazioni e contestazioni in caso opposto. Il calcio va così e se non sei disposto a sopportare allora hai sbagliato mestiere. Ho ancora tanti amici a Salerno e spesso sono all’Arechi a vedere le partite e il pubblico è sempre il dodicesimo uomo in campo, per questo mi spiace vederli in serie B quando in massima serie ci sono società e tifoserie più piccole”.

Camorani, presente e futuro?

“Io attualmente ancora gioco nella A.S.D Tre Pini Matese che disputa il campionato di eccellenza molisano. Il tre febbraio disputeremo anche la finale di Coppa Italia in campo neutro ad Isernia. Amo giocare e mi diverto, finché ne avrò la possibilità. Inoltre ho una scuola calcio, lo Sporting Curti Camorani ed alleno i ragazzini 2002/2005. Ogni anno dico che smetto per dedicarmi ad altro ma poi resto sempre ad occuparmi dei piccoli perché è una esperienza che mi piace, mi appaga vedere i miglioramenti dei ragazzini che quando arrivano magari neanche sanno allacciarsi gli scarpini. Certo non è semplice perché è difficile soprattutto combattere con i genitori che spesso pretendono che i propri figli giochino per forza tutta la gara. Io sono uno che non guarda chi è bravo o meno bravo, per questo non vinco campionati. Da me devono giocare tutti perché per prima cosa devono divertirsi. Le scuole calcio servono a questo, insegnare ed ottenere miglioramenti e devo dire che mi riesce bene con tanti. Però sogno di allenare i grandi o diventare osservatore”.

Salernitana-Lecce: che incontro prevedi?

“Non sarà facile per la Salernitana perché il Lecce è una squadra ostica che gioca un buon calcio anche fuori casa. E’ una squadra che lascia poco spazio agli avversari ed ha ottimi giocatori come Mancosu. La Salernitana ha altrettanto una squadra con tanti ottimi giocatori, gioca in casa, e viene da una vittoria che ha portato morale. Sarà una partita aperta ad ogni risultato, entrambe hanno possibilità di vincere ed allungare il passo. Io che le amo entrambe però ti dico un bel pareggio ricco di gol”.

SalernoSport24

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